Questo sito contribuisce alla audience di

Dove e come passavano il resto della loro vita i gladiatori che uscivano illesi dagli scontri nell'arena?

Lo scorso novembre 2010 un giornale turco in lingua inglese, il TODAY'S ZAMAN, ha presentato un ampio servizio relativo alla scoperta in Anatolia di una necropoli contenente i resti di quelli che erano stati in vita dei gladiatori. In particolare 7 tombe conservavano i resti di famosi gladiatori che si erano distinti per i loro successi in vita. Le tombe e gli oggetti personali rinvenuti casualmente in seguito agli scavi eseguiti nella zona sono stati depositati nel locale museo di Mugla.

gladiatori

Dove si ritiravano i gladiatori che non combattevano più nelle arene?

E’ la domanda alla quale si sforza di dare una risposta esauriente un giornale turco di lingua inglese, il TODAY’S ZAMAN, con un ampio servizio che prende spunto dal ritrovamento fatto alcuni mesi fa in Anatolia, nella città di Stratoniceia, di una intera necropoli contenente le tombe di defunti particolari, cioè uomini che erano stati in vita gladiatori. L’accertamento dei resti rinvenuti nelle tombe ha dato come risultato che tutti i defunti presentano ferite mortali e danni tipici provocati da armi adoperate normalmente in duelli e scontri individuali, non da armi da guerra.

Inoltre sono stati individuati persino i nomi dei defunti, risultando gladiatori famosi per i loro incontri, ovvero scontri mortali, per esempio Droseros, ucciso da Akhilleus, ed ancora Vitalius, Eumelus, Amaraios, Khrysopteros e Khrysos. Droseros aveva riportato 17 vittorie, soccombendo contro Akhilleus.

Gli scavi sono stati condotti a Mugla Vatagan, distretto in cui rientra la città di Stratoniceia in Anatolia. Gli scavi ancora in atto dovrebbero far luce sui combattimenti di gladiatori di 1800 anni fa.

“Noi riteniamo che i gladiatori si ritiravano ‘in pensione’ e vivevano a Stratoniceia. Per quanto sia una città di marmo, Stratoniceia è ritenuta anche una città di gladiatori,” ha dichiarato il dirigente degli scavi Bilal Sagut, un docente del dipartimento di archeologia della Università di Pamukkale.
Lo stesso docente ha detto che nessun altro sito in Anatolia presenta altrettante tombe di gladiatori. Quindi si suppone che dagli scavi in corso potrebbero emergere molte altre tombe. Ovviamente c’è speranza che nei prossimi anni vengano fuori anche altri nomi di gladiatori, perché ciò darebbe un quadro più chiaro dell’intera area in futuro.

Kamil Ozer, direttore dell’ufficio Cultura e Turismo provinciale di Mugla ha dichiarato che nel 2011 sarà organizzata una campagna per fare pubblicità alle sette tombe in esposizione al museo di Mugla.

“Noi per prima cosa abbiamo in progetto di restaurare il museo. Infatti il nostro scopo è di dare importanza al salone dei gladiatori, pubblicizzandolo nelle fiere internazionali. L’ufficio Cultura e Turismo è fortunato a possedere queste sette tombe esposte nel nostro museo,” ha affermato. Le tombe sono accompagnate dalle immagini tratte dal film ‘Gladiatore’ affisse nel museo.