
Un autentica Villa Romana in costruzione…in U.K.
Il Britannico Dailymail dell’11 gennaio 2011 pubblica un ampio servizio che illustra una iniziativa culturale davvero unica nel suo genere: costruire nella moderna Britannia una grandiosa Villa Romana in tutti i suoi dettagli, incluse le fastose decorazioni, i tipici affreschi, i pavimenti arricchiti da mosaici. Insomma una autentica ricostruzione di un modello del passato in pieno 2000 affidata a un team di sei specialisti provenienti da varie parti del Regno Unito per dimostrare come sia possibile costruire una villa con attrezzi, materiali e metodi del III secolo d.C. in un periodo di sei mesi per portarla a termine per conto del Ministero Britannico dei Beni Culturali.
Tutto il percorso dei lavori sarà illustrato e documentato in varie puntate sotto l’occhio vigile della televisione, cioè Channel 4, uno dei più noti canali televisivi britannici. Da segnalare che la serie dei documentari ha un titolo che ha il sapore di un richiamo alle origini di Roma, ROME WASN’T BUILT IN A DAY (Roma non fu costruita in un giorno), il cui senso profondo è che ci vuole del tempo per realizzare qualcosa di duraturo.
Per assicurare la massima accuratezza storica, Channel 4 ha ingaggiato l’archeologo Prof. Dai Morgan Evans dell’Università di Chester, il quale ha progettato la villa e sorveglierà l’andamento dei lavori sino al completamento. Il suo compito è quello di dare consigli circa i problemi che i costruttori Romani avrebbero incontrato nell’uso dei raccordi per la carpenteria e nell’uso dei graticci e dell’intonaco per creare le pareti, così come sui colori delle pitture che gli operai Romani avrebbero adoperato.
La villa è in via di costruzione a Wroxester, nello Shropshire, che un tempo era il sito di Viroconium, una importante città Romana e il quarto insediamento fra i più grandi della Britannia Romana, che fu sotto il controllo dell’Impero Romano fra il 43 e il 410 circa d. C.
Si tratta di una impresa ambiziosa in un progetto che prevede persino un sistema di riscaldamento sotto il pavimento, una stanza da bagno e persino affreschi e mosaici. Ma soprattutto una delle principali difficoltà per gli operai sarà quello di non poter fare uso di attrezzi moderni.
Una ulteriore sfida per il team sarà quella di non dover fare uso neppure di mezzi per il trasporto delle pietre e per piantare un’ampia quercia che costituisce l’ossatura dell’edificio.
L’unica concessione fatta per motivi di sicurezza è l’impiego di impalcature in acciaio piuttosto che quelle in legno che sarebbero state adoperate dai Romani. Da aggiungere un interessante dettaglio: a disposizione del team, come manuale di riferimento, c’è quello scritto nel 25 a. C. dall’ingegnere Romano Vitruvio, il quale sottolineava che le tre qualità fondamentali che un edificio deve mostrare sono “firmitas, utilitas, venustas”, ossia esso deve essere solido, utile e bello.
Qualità senza dubbio ancora pienamente valide ai giorni nostri. E chi potrebbe sostenere il contrario?
P.S.
Questo servizio dovrebbe essere sottoposto all’attenzione del nostro Ministro dei Beni Culturali, Bondi, per dimostrargli l’interesse e l’amore del popolo Britannico per la civiltà Romana, in netto contrasto con il disinteresse degli Italiani, a partire dal loro ministro competente per la carica che riveste, per la loro storia e le loro radici.

Taras66








