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Anche al Circo Massimo una curva sud

"Anche al Circo Massimo una curva sud; svelati i misteri dell'antico stadio". Un servizio di questi giorni sul quotidiano La Repubblica ci presenta i risultati di indagini e scavi effettuati in questi ultimi mesi. Non sono mancate le sorprese.

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Anche al Circo Massimo una curva sud; svelati i misteri dell’antico stadio

Questo il titolo di un servizio pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 1 febbraio 2011. Lo riproduco integralmente con un commento quanto mai opportuno.

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Svelati i segreti del Circo Massimo

Per un fortunato caso il settore meglio conservato del Circo Massimo - il monumento più celebre, imitato e depredato dell´antica Roma - è la "curva sud". È infatti sotto l´emiciclo rivolto verso l´Appia che le quadrighe lanciate a folle corsa dagli aurighi, dovendo frenare per curvare seccamente intorno alla "meta" meridionale, venivano a contatto: tra strepiti di ruote, nitrire di cavalli, schiocchi di fruste, cui facevano eco le grida e gli "oooh!" dei patrizi e del popolo assiepati sulla cavea. Gli scavi iniziati a dicembre hanno però riportato alla luce strutture murarie che confermano come il frastuono dei 150mila tifosi non fosse prerogativa delle giornate dei "Ludi Magni". Rumori di pentole, monete tintinnanti, urla di venditori, strilli di meretrici risuonavano tutti i giorni nella "tabernae" ritrovate scavando oltre i pilastri delle gradinate superstiti. «

Qui c´erano bande che fanno impallidire gli hooligan di oggi», dice Maria Letizia Buonfiglio che, con Giovanni Caruso e altri archeologi della Sovrintendenza comunale, sta lavorando ai resti dell´impianto sportivo e religioso nato, narra la leggenda, con le corse volute da Romolo nella festa che si concluse con il ratto delle Sabine.

LE IMMAGINI

«In soli 50 centimetri di terra abbiamo trovato 130 monete che, una volta catalogate, ci potranno dire molto sulla vita di questa parte del circo» aggiunge Buonfiglio. Gli interventi decisi dal Comune hanno portato soprattutto alla ri-scoperta di ritrovamenti interrati dopo gli scavi degli anni Trenta, quando gli archeologi si dovettero fermare alla "media cavea" essendo le gradinate e la pista sottostanti inondate da infiltrazioni d´acqua. E ora che sono stati liberati dalla terra i pilastri, le basole della frequentatissima strada porticata, l´abbeveratoio e la fogna che serviva latrine e Vespasiani, è possibile ricostruire la stretta connessione tra le "tabernae" esterne e quelle presenti dentro la struttura dell´antico circo che, come certi moderni impianti sportivi, funzionano da punto d´incontro anche nei giorni feriali.

Il più grande circo, alla caduta dell´impero fu abbandonato e irrigato per servire agli orti e ai mulini; poi industrializzato nell´Ottocento con capannoni e un gazometro, demoliti a partire dal 1911; quindi cementificato nel Ventennio dai pilastri (anch´essi poi abbattuti) delle esposizioni sul minerale e sul tessile; infine, e siamo all´oggi, generosamente concesso per manifestazioni di piazza, parate militari, concerti allestiti sulle zolle verdi che si trovano diversi metri sopra la pista dove gli aurighi si davano battaglia girando per 7 volte intorno ai due obelischi.

La "curva sud" è stata risparmiata dalle folle di oggi ma anche dimenticata. Gli archeologi ora sono intenzionati ad andare avanti con le ricerche, sapendo però che non è possibile scendere di quota perché sotto c´è la "marrana". Ma intanto c´è da disboscare le taverne addossate al circo, da mettere in sicurezza i percorsi che portavano alle gradinate basse, riservate a patrizi, sacerdoti e cavalieri, e anche le coperture delle scale superstiti che conducevano ai "popolari". Con quali soldi? «Ai tre milioni già impegnati - spiega l´assessore alla Cultura del Comune, Dino Gasperini - aggiungeremo una delibera da tre milioni e 600mila euro che serviranno a finire le ricerche, completare i restauri, approntare un percorso didattico e una nuova illuminazione». La curva sud del Circo Massimo sarà così «un´area archeologica finalmente visitabile».
 
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COMMENTO:

Pare sia giunto il momento buono per riprendere l’attività di ripristino, restauro e rivalutazione di opere che risalgono all’antico passato di Roma, ma purtroppo dimenticate per varie circostanze, non ultima la pluridecennale penuria di fondi del ministero dei beni culturali, che penalizza inesorabilmente tutto il patrimonio storico archeologico e artistico del nostro paese. Stranamente questo improvviso risveglio da parte di chi ha le maggiori responsabilità per la manutenzione e cura dei beni culturali non può che sorprendere gradevolmente tutti coloro i quali hanno a cuore il ricco patrimonio di cultura lasciatoci in eredità dai nostri antenati Romani e di cui Roma, per ovvi motivi, rimane, a tuttoggi, la sede privilegiata e più ammirata.

Probabilmente l’input l’ha dato il recentissimo intervento privato per il risanamento e ristrutturazione del Colosseo, ossia quello dell’imprenditore Diego della Valle che si è impegnato con un cospicuo finanziamento ai fini del completo recupero del Colosseo, il monumento simbolo della romanità e della civiltà romana.

Nel prossimo futuro, dunque, assisteremo alla rinascita del Circo Massimo e di tutte le sue particolarità che risultano ignote alla gran massa del pubblico di visitatori, nazionale e internazionale che ogni anno punta su Roma come meta tradizionalmente privilegiata e segnalata da tutte le agenzie turistiche.

Per rinfrescare un po’ la memoria di tutti i visitatori nostrani, segnalo l’indirizzo di uno dei siti che può soddisfare la curiosità di chi voglia conoscere qualcosa di particolare sulla storia di questo resto del passato che sta per rinascere a nuova vita. E’ la rivista online Archeoroma che potete consultare utilmente, grazie alle informazioni storiche che fornisce, accompagnate da foto che illustrano il luogo dove attualmente si estende il celebre circo, famoso per le sue dimensioni eccezionali. Altre immagini e foto significative del Circo Massimo vengono fornite dal paragrafo LE IMMAGINI del servizio citato.