Ultimi interventi

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  • Le prime donne di Roma: le donne dietro i Cesari

    Un recente saggio storico ha attratto la mia attenzione, dal titolo 'The First Ladies of Rome', (Le,prime donne di Roma) di Annelise Freisenbruch. Il titolo, in verità, non è una novità considerando che in passato ne abbiamo citato altri dello stesso genere, fra cui ricordo 'Le grandi donne di Roma antica' di F. Sampoli pubblicato nel 2003 e di cui ebbi occasione di fare una presentazione. Anzi mi sorge il dubbio che qui ci troviamo di fronte ad una rivisitazione del tema, con alcune varianti. Infatti le analogie, per forza di cose, sono numerose e non del tutto casuali. Non mancano, tuttavia, le novità, soprattutto per quanto riguarda i riferimenti alla vita politica moderna.

  • Ancora resti di neonati di epoca romana trovati nella Britannia Romana

    Ampio risalto è stato dato qualche mese fa dalla stampa locale britannica ad un congruo numero di resti appartenenti a neonati morti o subito dopo la nascita o in seguito a parti prematuri. Molte le ipotesi su questi resti raccolti tutti in un campo presso St. Albans, nell'Hertfordshire. Una pareva prevalere su tutte le altre, ossia che questo luogo si trovasse nelle vicinanze di un bordello dove bazzicavano i soldati Romani di stanza nella zona. Ma in verità ci fu un susseguirsi di ipotesi, più o meno plausibili, tutte a distanza di tempo molto ravvicinata. Finché qualche giorno fa addirittura un'altra scoperta ha rimesso tutto in discussione, avviando ulteriori ipotesi in contrasto con le precedenti. E proprio ieri, 19 agosto, un documentario della BBC ha presentato al pubblico britannico un diverso scenario. Interprete principale in questo caso una equipe di archeologi, guidata dalla Dr. Jill Eyers che ha mostrato l'ultimo reperto umano, uno scheletro di neonato che presenta segni di smembramento con un coltello o qualcosa di simile. Di che si tratta? Sacrificio tribale o qualcosa di simile? Insomma cosa significavano nella Britannia Romana tutti questi decessi di neonati in un'area molto ristretta di territorio? Gli archeologi e gli esperti sono tutti al lavoro per darci una risposta.

  • Una tournee per i Bronzi di Riace

    Una tournee per i Bronzi di Riace. Sembra il titolo di un film o un documentario dedicato ai famosi Bronzi di Riace, attualmente ospitati nel museo di Reggio Calabria. Si tratta, invece, di una proposta per far conoscere i bronzi fuori dal nostro paese, un po' sull'esempio dei famosi ori di Taranto che fecero il giro dei più importanti musei del mondo. Ma la proposta del Dg. Mario Resca ha già suscitato delle aspre polemiche, primo fra tutti del tuttologo Vittorio Sgarbi, sempre pronto a mettersi in netto contrasto con l'opinione corrente. Qui una informativa trovata su internet, nel sito dei Beni Culturali, ci fornisce qualche dettaglio in merito. Ve la riporto integralmente con un mio commento.

  • Un naufragio di 2000 anni fa individuato grazie alle moderne apparecchiature di rilevamento a laser.

    Ancora una volta sono gli stranieri che ci comunicano delle scoperte di grande interesse storico-archeologico effettuate proprio in casa nostra, nei nostri mari. E' questo il caso delle navi da carico romane, con un grosso carico di anfore per olio, vino e garum, il pregiato ingrediente tanto amato dai Romani. La scoperta riguarda la piccola isola di Zannone ad una profondità di 165 metri. Una preziosa testimonianza del passato sta per venire a galla dopo secoli di riposo assoluto in mare.

  • Riprendono gli scavi a Sagalassos, Turchia

    Il notiziario dei Balcani annuncia la ripresa degli scavi nell'area di Sagalassos. Si attendono risultati quanto mai importanti, grazie alla presenza di un folto gruppo di tecnici ed esperti internazionali, fra i quali si trovano anche Italiani. L'area è fin troppo importante e ricca di monumenti e costruzioni di alto livello artistico, frutto del binomio Ellenismo-Impero Romano che hanno lasciato una impronta notevole della loro presenza.

  • Nave Romana naufragata presso Panarea, nelle isole Eolie.

    La notizia che il relitto di una nave Romana naufragata presso l'isola di Panarea, nelle Eolie, è sta diffusa di recente da ANSAmed, un ramo sussidiario di ANSA.IT dedicato esplusivamente al mare Mediterraneo. Molti i dettagli sul ritrovamento della grossa imbarcazioen ancora carica di merce dell'epoca e in particolare anfore di GARUM, frutta e ortaggi tipici della Sicilia. Da notare l'estendersi dell'uso di video-camere particolari adatte alle riprese sottomarine e in grado di accertare con grande precisione la natura del carico e persino i tempi e le modalità dell'affondamento. Una domanda sorge spontanea. perché mai queste notizie vengono diffuse eslusivamente in lingua inglese e non in italiano? Gli Anglosassoni sono forse più interessati degli Italiani all'archeologia subacquea? Mistero.

  • Università di Manchester, U.K. - giornate di studio

    Giornate di studio organizzate dall'università di Manchester sul tema "Integration and identity in the Romana republic". Il tema proposto si presenta ricco di contributi da parte di studiosi provenienti da varie università di tutto il mondo accademico, Italia compresa. Un vivo ringraziamento a COMPITUM.FR per la segnalazione.

  • Una villa Romana scoperta sotto la città di Berkeley

    Un foglio locale di Berkeley, U.K., GAZETTE, qualche giorno fa ha dato ampio risalto alla notizia che un team di giovani studenti dell'Università di Bristol, è al lavoro scavando attivamente all'iterno di un giardino del locale museo. Essi finora hanno trovato ampie tracce di quella che potrebbe esere una villa imperiale Romana. Ovviamente il lavoro deve ancora proseguire per mettere in luce tutta l'intera struttura di cui non si aveva alcuna traccia. Gli archeologi sono al lavoro e bisogna dire anche che i Britannici ci tengono al loro passato Romano, di cui sono molto orgogliosi.

  • Scoperti a York i resti di 80 gladiatori Romani

    Che si trovino i resti di individui deceduti circa 2000 anni fa non fa più impressione a nessuno. Qesta volta, però, abbiamo la testimonianza che anche in Britannia fossero di casa i combattimenti di gladiatori. I resti di 80 gladiatori, nel servizio di BBC. NEWS, portano le tracce evidenti della loro attività, ed in più dei marchi sui teschi apposti probabilmente da chi li aveva seppelliti.

  • Innovazione tecnologica e ricerca archeologica

    Innovazione tecnologica e ricerca archeologica hanno trovato un punto di incontro a Pompei. Ce lo spiega un servizio del Corriere del mezzogiorno su un convegno tenuto in questi giorni a Napoli. Il professor Apicella, all' ottavo forum internazionale di studi «Le vie dei mercanti» (si è aperto giovedì 3 a Napoli nel complesso della facoltà di medicina della Sun, ha esposto e commentato dei risultati straordinari ottenuti da ricerche effettuate a Pompei-scavi. In breve, i Romani avevano ricavato un tessuto dalle proprietà straordinarie, quanto a robustezza, pari a quella dei giubbotti anti proiettili di uso comune in questi ultimi anni.