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    TEMPUS AESTIVUM TEMPUS VACANDI VEL FERIARUM EST. Non è una iscrizione Romana del tempo antico, ma il titolo di un servizio preparato ad hoc per il giornale in Latino EPHEMERIS, in cui si parla delle vacanze dei Romani di oggi, messe a confronto con le vacanze dei nostri antenati. Anche i Romani, infatti, amavano visitare i paesi esteri, e in particolare la Grecia, per la quale c'era un'attrazione fortissima, essendo ancora vivo il ricordo del passato e dei grandi che avevano lasciato una grandiosa eredità di cultura e di pensiero. Platone, Socrate, Pericle, Demostene, Sofocle, Euripide, tanto per citare qualche nome, erano già personaggi leggendari al tempo di Cicerone. Aggiungiamo che l'attrazione per la Grecia non era soltanto per i luoghi, ma anche e soprattutto per l'eredità culturale che rimaneva intatta nonostante la crisi politica che aveva colpito quella nazione.