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    Le immagini del Sarcofago delle Muse, che la televisione di Stato ci ha presentato ieri sera, nel corso del telegiornale, ci hanno mostrato qualcosa di eccezionale, al di là dell'immaginabile. Un monumento funebre destinato a un privato, che ci dà una idea precisa dei gusti e delle gioie cha hanno accompagnato la vita del defunto, uomo o donna che sia. L'arte doveva essere sicuramente tutto il suo mondo, e così l'hanno voluto rappresentare i parenti, gli amici, coloro insomma che gli sono stati vicini fino agli ultimi istanti di vita. Il coro delle muse lo avrebbe accompagnato nel lungo viaggio ultraterreno, confortandolo e allietandolo. Questa testimonianza, a mio modo di vedere, supera di gran lunga il pur grandioso complesso dell'Ara Pacis, omaggio alla grandezza di un uomo, al suo potere, ma non alla sua umanità. Qui, invece, c'è l'esaltazione dell'uomo e della sua Humanitas che così bene Terenzio seppe cogliere ed evidenziare.