La Festa dei Teatri

“Il teatro ti aspetta a braccia aperte”, così recita il volantino che pubblicizza la seconda edizione della Festa dei teatri

“Il teatro ti aspetta a braccia aperte”, così recita il volantino che pubblicizza la seconda edizione della Festa dei teatri, che si terrà domenica 1 ottobre a Roma: “Un’opportunità unica per scegliere e vedere, nello stesso giorno, più spettacoli di musica, prosa e danza, dalle 10.00 alle 24.00, gratuitamente o al costo massimo di 2 euro a spettacolo” continua la brochure; televisione, radio e siti internet promuovono l’iniziativa a gran voce. Unico particolare: bisogna acquistare i biglietti in anticipo, disponibili da oggi presso le tre biglietterie universitarie e il Last Minute di Via Bari… piccola incombenza che vale però la possibilità di godere un pomeriggio a teatro! Forte di questa considerazione, alle 14 esatte – orario di apertura del botteghino – mi trovavo nella fila di avventori romani che volevano accaparrarsi il maggior numero di biglietti possibili; tutto sommato la finalità dell’evento è questa no? Avvicinare il grande pubblico che abitualmente non frequenta i teatri e promuovere le piccole e grandi realtà dello spettacolo dal vivo.
Ma temo che la strada intrapresa non sia delle migliori.

Primo - Il sindaco Veltroni e la sua giunta, memori delle tanti notti bianche, dovrebbero prevedere il fatto che il cittadino alla parola d’ordine “tanto è gratis, o quasi” ha la reazione immediata di correre all’arrembaggio di qualsiasi cosa venga offerta; sono 24 i teatri che aderiscono all’iniziativa, molti dei quali non hanno più di cento posti, per non parlare del fatto che la maggior parte di essi mette a disposizione solo una trentina di posti al prezzo di 2 euro che, come si può immaginare, saranno presumibilmente esauriti dopo pochi minuti di prevendita. E che ne sarà del resto dei fiduciosi spettatori? Dovranno ripiegare per spettacoli meno interessanti, o saranno indotti a comprare il biglietto al prezzo normale… insomma a me la storia dei 2 euro sembra tanto uno specchietto per le allodole.
Secondo - Come si può organizzare un evento di tale portata ancor prima che inizi la stagione teatrale? I maggiori teatri, quelli che potrebbero ospitare un pubblico numeroso, dall’Argentina all’Olimpico, devono ancora iniziare l’annuale programmazione e quindi non aprono le loro porte alla Festa; tutto si concentra sulle proposte di piccoli teatri, alcuni storici come Belli o Orologio, altri in fase di rinascita come l’Italia o il teatro Dell’Angelo: molti propongono prove aperte o proiezioni di vecchi spettacoli, ma a dire il vero nel ventaglio delle opportunità non individuo eventi particolarmente entusiasmanti. Questo non sarebbe un problema, se non fosse che l’iniziativa ha la finalità di appassionare un’utenza che non è detto sia avvezza al teatro: il modo per accattivarsi nuovo pubblico dovrebbe essere quello di proporre eventi grandiosi in grado di incuriosire ed emozionare, spettacoli di grande valore che invoglino le persone a ripetere l’esperienza di tornare a teatro, sempre che non si parta dall’errato presupposto che “teatro” sia qualsiasi cosa – non importa cosa - che si svolga su un palcoscenico… Io dopo circa quaranta minuti ho rinunciato a fare la fila. Spero che i miei concittadini siano più tenaci di me.

 

( articolo di Luisa Ricci )

 

 

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