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Quando i concorsi teatrali sono uno specchietto per allodole…

Come non organizzare un concorso per corti teatrali… una brutta esperienza della nostra amica Susanna Gianpistone che può essere utile conoscere.

Cari amici, lettori distratti, autrici di teatro in cerca di una vetrina, oggi vi racconto cosa succede in Italia.
E’ successo a me, può accadere anche a voi.
Magari potete vederla dal lato degli organizzatori, dovete linkarvi, gemellarvi con qualche organizzazione di un’altra città… e non sapete come fare. Improvvisamente vi si accende una lampadina: perché non organizzare un concorso di corti teatrali al femminile?
Si mette una bella tassa di iscrizione, si mette che ogni costo siae o contributivo è a carico dei partecipanti e ci si guadagna un bel contatto con un’altra associazione, di buona volontà e, probabilmente non ricchissima di mezzi, come la propria.
Il risultato è partecipare ad un concorso zottato, pilotato, dove, ancor prima di partecipare ci dovrebbero scrivere CI SCUSIAMO CON LE CONCORRENTI, MA IL PRIMO PREMIO E’ STATO GIA’ ASSEGNATO.
E questo non lo dico per me, la performance che avevo proposto poteva essere criticabile perché la voce era registrata e quindi, alle orecchie di qualche purista, risultare un “trucco” non teatrale. Lo dico, perché nella mia stessa serata di concorso, ho visto con i miei occhi, una ragazza veramente brava, che portava un pezzo interessante, ben scritto, ben diretto e ben interpretato, che nella seconda serata, quella conclusiva, è stata scartata.
Ora capirete che così il teatro non può sopravvivere. Ucciso anche da un sistema di tutela dei testi che diventa un abominio, quando s’impedisce ad un regista bravissimo di allestire il “Piccolo Principe”, perché le marionette in legno non rispettano l’iconografia dei disegni di Antoine de Saint Exupery
( che nel libro dice di non saper disegnare, ironia della sorte!), si applicano costose gabelle anche a chi mette in scena i propri lavori ( solo 1/3 dell’importo va all’autore!) e s’indicono concorsi/civetta, che nascono e muoiono senza che nessuno dei mezzi di comunicazione minimi, radio, tv locali, gazzettini minimi, ne sappiano qualcosa.
Allora perché fare questi concorsi, santo cielo?
Come ìndico nel titolo, si dice il peccato, ma non il peccatore, e so che chi ha organizzato il concorso in questione, ha commesso un piccolo peccatuccio, rispetto ai grandi peccati del pianeta Terra, però…
Per consolarmi aiuterò un gruppo di amici a dare spazio ai talenti al femminile, a Roma, in un piccolo spazio, ma gestito con il cuore…
Vi farò sapere, ma se c’è qualcuna di voi che mi legge, beh, sbrigatevi, cabarettiste, teatranti, autrici, artiste performative, cineaste registe… sto aspettando proprio voi, contattatemi al mio indirizzo di posta:
info@susannagianpistone.it
Noi non indiciamo concorsi, vi diamo la possibilità di esprimervi…

( articolo di Susanna Gianpistone )