Gian Carlo Menotti

Muore all'età di 96 anni il compositore Gian Carlo Menotti, un altro pezzo di storia ci lascia...

Volevo rendermi necessario a una comunità, dimostrare che l’arte non è solo piacere o cultura, ma può essere il pane di un paese. Avevo un tremendo bisogno di rendermi utile e sentirmi amato. Forse, se non mi fossi impicciato qui a Spoleto, avrei fatto l’infermiere.
Gian Carlo Menotti

E’ stata una settimana densa di telefonate che si rifacevano tutte allo stesso argomento: la scomparsa di Gian Carlo Menotti, il primo di Febbraio. La prima telefonata l’ho fatta appena sentita la notizia battuta dall’ANSA alla radio; il mio interlocutore ha reagito come poi avrebbero reagito tutti, non volendoci credere. Eppure Menotti era un uomo anziano (96 anni!), che a suo dire si stava preparando all’incontro con la morte con la stessa attitudine curiosa che l’aveva contraddistinto in vita.
La seconda telefonata l’ho scambiata con un suo collaboratore del Festival di Spoleto: era affranto. “Sono stato pochi giorni fa a Montecarlo, dove stava riallestendo La Medium con il figlio Francis: nessuno si sarebbe immaginato che se ne sarebbe andato così repentinamente. Era ancora pieno di energia, sai? Poco tempo fa aveva manifestato in piazza con un sit-in, a Spoleto, contro il Comune. E speriamo che quest’anno almeno in suo ricordo si appianino i dissidi”. Da molti anni i Menotti, padre e figlio, combattevano una logorante battaglia contro il comune di Spoleto, cercando di difendere a tutti i costi la completa autonomia del Festival dalle istituzioni locali.
Nel ‘58, Gian Carlo Menotti, già affermato compositore a livello internazionale, aveva “scoperto” Spoleto e aveva deciso di farne la sede per un Festival delle Arti, in cui si potesse assistere in vari luoghi del borgo a spettacoli d’Opera, di danza classica e contemporanea, a recite di prosa e teatro “off” e a concerti grandi e piccoli di musica classica e contemporanea. Una scelta che avrebbe cambiato la visione del “fare teatro” italiana e internazionale con l’apporto di artisti di levatura eccelsa, di cui sarebbe troppo impegnativo fare un elenco dettagliato; ma anche una scelta che avrebbe cambiato fisionomia e mentalità a una cittadina ricca di storia e bellezza, trasformandola da meta turistica per pochi intenditori a fucina delle nuove tendenze del teatro internazionale, e ritrovo tra il mondano e l’intellettuale di un pubblico vastissimo.
Consiglio di cercare nella sezione “storia” del sito del Festival (www.spoletofestival.it); vi ho trovato casualmente il cartellone del 1970 (ma le altre annate non sono da meno): due Opere di Menotti stesso, “L’unicorno, la Gorgona e la Manticora”, una deliziosa favola madrigalesca, e “La Medium”, un successo planetrario del Maestro; un’Opera di Mercadante diretta dal meraviglioso Thomas Shippers; una coreografia di Merce Cunningham con scene di Andy Warhol e Jasper Jones; la “Compagnia di danza spagnola” diretta da Antonio Gades; la Compagnia Colla con “Ballo Excelsior”; un’esposizione di opere dipinte da Rauschemberg e Dennis Hopper. Ho sorvolato sugli eventi in programma meno noti al grande pubblico. Questo era il regalo che Menotti rinnovava anno dopo anno a Spoleto, al pubblico e alla cultura del nostro Paese. E il 2007, per il Festival, è proprio l’anno della cinquantesima candelina, che il Maestro non è riuscito a spegnere.
L’ultima telefonata l’ho scambiata con un’amica, scenografa e costumista, che mi raccontava di avere letto il mio ricordo dell’amato Lele Luzzati: “Erano vecchietti, certo: ma quando ti abitui alla presenza di figuredi quella levatura artistica, con quell’onestà intellettuale, fai comunque fatica a rassegnarti alla loro scomparsa. Ci sono sempre stati: perché non dovrebbero durare per sempre? E poi c’è la tristezza nel vedere scomparire i personaggi-simbolo dell’epoca d’oro del nostro teatro, ancora non sostituiti da figure dello stesso calibro. E mi accontenterei anche di qualcosa di meno!”.
Nell’ orizzonte del panorama culturale italiano che si fa sempre più stretto, aspettiamo quindi di vedere chi avrà la capacità e la forza di raccogliere l’eredità culturale lasciataci da artisti come Gian Carlo Menotti.

( articolo di Benedetta Dalai )

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!