Scenografia, materiali ed elementi

Scenotecnica: i materiali e gli elementi di una scenografia

Dopo aver lavorato in graticcio, occupiamoci del palco e delle scene che vi andremo a montare. Occorre innanzitutto distinguere i vari elementi e i materiali che li compongono. In teatro, i materiali più utilizzati sono a tutt’oggi il legno e la tela.

Il legname si presenta in varie forme: in listelli, detti cantinelle (sezione cm 5 x 2,5 per una lunghezza standard di 4 metri) o stangoni, di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente; ma pure in fogli in multistrato di diverse dimensioni.

Le cantinelle rappresentano la “struttura portante” di un palcoscenico: giuntandole tra loro si fabbricano stangoni a cui legare quinte e fondali; inchiodate l’una all’altra formano telai dalle forme disparate sui quali tendere la tela dipinta o fogli di compensato che rappresenteranno la scena. Il compensato porta questo nome perché i sottili fogli di abete o pioppo (ma anche di altri tipi di legno, tra cui il mogano) vengono incollati tra loro con le fibre disposte trasversalmente, a compensare appunto la trazione che la colla esercita asciugandosi, rischiando di flettere il foglio. Le misure di questi fogli variano dal mezzo metro ai tre metri per lato e il termine “compensato” designa i fogli più sottili, sotto i 6 mm di spessore, mentre il termine “multistrato” indica i fogli più spessi, da 10, 12, 18, 20, 30 mm…

Le tele più utilizzate in teatro sono il cotone da scenografia di varie grammature e il panno o il velluto per la quintatura fissa di palcoscenico. La tela da scenografia di cotone, dall’aspetto grezzo e di discreta pesantezza, viene prodotta, anche in grandi altezze e rispondente alle normative di sicurezza (deve essere ignifuga), dalla ditta Peroni di Varese, il cui sito è www.peroni.com , che la esporta in tutto il mondo. Per farsi un’idea dei molteplici materiali utilizzati sul palco, e molto altro ancora, consiglio una visita al sito.




Sipario e quintatura

Ma se la tela si utilizza per creare fondali dipinti o quinte, una volta dipinta, il velluto o il panno (generalmente neri), vengono usualmente confezionati per quinte, fondali e soffitti o celetti, che faranno parte del corredo di palcoscenico. La dotazione di palcoscenico, che si compone di sipario, quinte, soffitti e fondale, si utilizza per creare una “scatola nera” che contiene la scena e limita lo sguardo dello spettatore, impedendo di vedere quel che avviene, appunto, dietro alle quinte.

Il fondale è l’elemento scenico di maggiori dimensioni e copre, come si può intuire, il fondo della scena; le quinte, più alte che larghe, delimitano i due lati del palco; i soffitti o mantovane sono elementi larghi e relativamente poco alti, che vengono issati per delimitare la visione della parte alta dello spazio scenico e impedire la vista di corde, stangoni, tiri, graticci e proiettori.

Nel prossimo articolo ci addentreremo nella definizione degli elementi di scena e cominceremo a parlare dei materiali, della ferramenta e dei metodi di costruzione e montaggio della scenografia.

Perché le quinte hanno preso proprio questo nome? Tra le varie teorie è interessante quella che fa risalire il termine al Teatro dell’antica Roma; pare che i pannelli laterali della scena fossero appunto cinque per parte.

Foto sx: Camerone di fondo di un teatro. Si possono notare i materiali
scenici, tra cui cantinelle, stangoni e fogli di multistrato.

Foto dx: Corredo di un teatro. Oltre al sipario e all’arlecchino, si
vedono le coppie di quinte, i soffitti e il fondale che compongono la
“scatola nera”.

( articolo di Benedetta Dalai )

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE SCENOTECNICA:

BRUNO MELLO: Trattato di scenotecnica. Serie Gorlich, De Agostini, Novara, 1962.

EMANUELE LUZZATI, TONINO CONTE: Facciamo insieme teatro. Einaudi “Gli struzzi”, Torino, 1977.

DARIO FO: Manuale minimo dell’attore. Einaudi “Stile libero”, Torino, 1987/97.

TEATRO ALLA SCALA, LA MAGNIFICA FABBRICA. Ed. Electa Mondadori, Milano, 2005.

BENEDETTA DALAI: ABC della scenotecnica. Dino Audino Editore, Roma, 2006

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