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En Attendant Sarkozy: La scalata all'Eliseo

Nicolas Sarkozy, attuale ministro dell’Interno francese, nonché presidente del partito di maggioranza, l’Ump, si prepara al primo turno dell’elezione presidenziale che si terrà il 22 aprile. Personaggio affascinante ed inquietante ha ottime chances di essere eletto. Nel frattempo la stampa umoristica lo dipinge come un opportunista.

Nicolas Sarkozy è uno dei politici più affascinanti e controversi dei nostri giorni: innovatore ed al contempo conservatore dell’identità francese ha una personalità sfaccettata come il diamante, che gli permette di acquisire notevoli consensi. Laureatosi agli inizi degli anni ’70 in legge all’Università Paris X (Nanterre), comincia a lavorare nello studio di Guy Danet, famoso legale parigino. A soli 17 anni frequenta la sezione del partito gollista di Neully-sur-Seine, di cui diventa segretario e tesoriere, a 22 anni viene eletto consigliere comunale e a 28 sindaco dello strategico quartiere degli affari della capitale, mettendo nel sacco un politico navigato come Charles Pasqua. E’ l’inizio di una folgorante carriera, sulla scia dei grandi che lo hanno preceduto, Jacques Chirac e Valéry Giscard d’Estaing. La sua politica si basa su alcuni cardini fondamentali: l’etica del lavoro e la meritocrazia di stampo statunitense (“la promozione sociale non si reclama facendo la coda allo sportello, ma è la ricompensa del merito e di chi lavora di più”), la sicurezza dei cittadini da salvaguardare contro la “racaille” (bande di teppisti), la necessità di riformare il sistema, basandolo sull’interventismo statale di colbertiana memoria.




Sarkozy

Accusato dalla sinistra di bonapartismo ed autoritarismo, si muove con scaltrezza, usando i media con la stessa disinvoltura con cui Napoleone usava i cannoni sui campi di battaglia. La sua politica esce dagli stereotipi repubblicani in cui tutti sono uguali per diritto dei sacri principi dell’89, quando in realtà gli immigrati vedono marcire i loro destini nei più truculenti ghetti. La famosa frase da lui pronunciata davanti alle periferie in fiamme: “Ripulirò le banlieues col kärcher (pompa a pressione degli spazzini di Parigi)”, rompe col passato. In quelle parole c’è lo spartiacque ideologico che gli potrebbe valere l’Eliseo: libera infatti il tema della sicurezza delle periferie dai falsi principi del buonismo sociologico della “gauche caviar” per sottolineare, invece, come sono proprio i più deboli socialmente a subire le violenze dei delinquenti.
Tra i politics, ossia i comics dedicati alla politica, “La face karchée de Sarkozy” –biografia non autorizzata del candidato all’Eliseo- è stata già diffusa in 140 mila esemplari. Il titolo è un gioco di parole sulla faccia nascosta (cachée) del ministro dell’Interno e sul kärcher che aveva immaginato di usare per “ripulire le periferie dai delinquenti”. Il fumetto è ambientato nel 2098: uno studente presenta alla Sorbona la tesi sul fenomeno politico che nel 2007 avrebbe dovuto cambiare il paese: Nicolas Sarkozy. L’immagine del leader del partito di maggioranza Ump viene così distrutta pezzo per pezzo, a cominciare dalla leggenda sulle sue umili origini: il piccolo “Sarko” è costretto a vivere infatti in “solo dodici stanze”. Nella sua ascesa al potere non disdegna colpi bassi e voltafaccia mentre nella vita privata prima coinvolge nel suo staff la moglie, poi la imbavaglia, facendole fare la parte del marito tradito. E’ un ritratto impietoso che si scaglia anche contro giornali e tv, accusati di essere troppo asserviti.
La Francia, nazione bloccata ed incapace di accettare nuove riforme, è il luogo dove si sperimentano tutte le angosce sociali e gli equilibri politici di un’Europa forte, ma in declino, legata al passato ed in cerca di nuove certezze. Tra la nostalgia della Grandeur di matrice napoleonica e la sindrome da sconfitta di Asterix sembra si stia recitando una pièce teatrale dell’assurdo in attesa dell’ultimo atto. In questo caso però non si tratta solo della fantasia di Beckett, ma della realtà, in attesa non di Godot, ma di un uomo dal pugno di ferro. Sarkozy dovrà però, prima di scendere tra i grandi che hanno fatto la storia, fare i conti con il combattivo fronte socialista della Royal, con l’incognita centrista rappresentata da Bayrou e con lo spauracchio del Fronte Nazionale di Le Pen.

 

( articolo di Erika Eramo )