APOCALYPSE SHOW

L’Apocalisse scuote il palinsesto rai e tra delusioni e bufere di ascolti un “vecchio” amico torna sulla rete ammiraglia.

Dopo anni di lontananza dagli schermi Rai ecco che il matador della televisione italiana, Gianfranco Funari torna in prima serata. Apocalypse Show, il nuovo programma del sabato sera di raiuno è la nuova creatura del provocatore romano. Tanta attesa, uno spot decisamente fuori dalle righe e risultati non proprio lodevoli. Ascolti televisivi decisamente bassi e un’amara delusione. Per chi? Forse anche per lo stesso Funari che al suo rientro in rai si è trovato a lavorare con un autore, Diego Cugia, che proprio non si lega allo stile dell’istrionico presentatore. Coincidenze sfortunate, momenti che durano un attimo ma che, nonostante tutto, consacrano l’eccellente capacità televisiva di Gianfranco Funari.

Lo show che tra musica ed intrattenimento, ha permesso anche al pubblico di riflettere su quelli che sono i problemi e le devianze della nostra società, non sembra essere stato di gradimento al telespettatore nostrano. Il fatto non mi meraviglia più di tanto. In una televisione fatta di “pupe e secchioni”, “veline”, “letterine” e “tronisti”, che cosa ci vogliamo aspettare? Trovo che Apocalypse Show e lo stesso Gianfranco Funari siano un connubio eccellente, soprattutto per “mamma rai” che negli ultimi anni ne ha sfornati di flop! Ben lontano dai tempi di “A Ermà, damme la due…”, il conduttore ha saputo regalare momenti di puro spettacolo confermando la sua grande dote di comunicatore. Funari è sempre stato considerato un personaggio scomodo, schietto, capace di dire tutto ciò che pensa fregandosene delle censure e dei finti perbenisti che tanto affollano questo ambiente. Lontano dalla tv generalista per eccellenza, Rai e Mediaset, per molti anni e relegato in piccole emittenti televisive, ha continuato comunque a fare il suo mestiere con la stessa dignità, ed umiltà di un vero professionista. Ben lontano nello stile e nella forma, fortunatamente, dai soliti quattro conduttori che ci propinano, Funari ha saputo mantenere nel tempo un suo stile senza mai piegarsi al sistema che tanto corrompe e sottomette la maggior parte dei suoi colleghi. Per quanto mi riguarda il “Gianfrancone Nazionale” va solo che lodato e decisamente premiato. Un uomo, un professionista ed un provocatore con la “P” maiuscola in grado di dar vita ad un dibattito, anche acceso, non per il semplice gusto di catturare l’attenzione e di far salire gli ascolti, ma per la voglia di dire qualcosa di veramente sensato. Se tutti i conduttori televisivi assomigliassero anche minimamente o solo in parte a Gianfranco Funari, potrebbero considerarsi veramente liberi. Provate a riflettere cinque secondi insieme a me: chiudiamo gli occhi e pensiamo ai conduttori televisivi che per esempio lavorano in Rai. Allora? Non aggiungo altro. Ah, si…una piccolissima ed ultima cosa…grazie Gianfranco, ben tornato!

( articolo di Moreno Amantini )

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