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Cristiano Riformisti

I CR e la nuova politica per l’Italia. Il 27 febbraio all’hotel Ergife in via Aurelia 617 c’è stata la conferenza programmatica dei Cristiano Riformisti dal titolo “Una nuova politica per l’Italia”. Si è parlato di tematiche scottanti quali famiglia, lavoro e sicurezza.

Antonio Mazzocchi, presidente nazionale dei Cristiano Riformisti, durante la conferenza programmatica dal titolo “Una nuova politica per l’Italia”, ha presentato il documento politico del Movimento, ribadendo la presa di posizione chiara e decisa al fianco del centro destra, proprio nel momento in cui si accentua l’ imbarazzo tra i cattolici del centro sinistra dopo l’alleanza tra Veltroni ed i radicali. L’onorevole, dopo aver preso posizione contro il qualunquismo degli istrioni televisivi che vogliono annullare i valori cristiani, “mettendo alla berlina la tradizione cattolica”, ha ribadito la centralità della persona e i cinque pilastri base intorno ai quali costruire una nuova politica: etica, famiglia, lavoro, impresa e sicurezza. Altero Matteoli è intervenuto per prendere le distanze dai facili luccichii televisivi, dal buonismo e permissivismo dilagante che generano la sensazione di una mancanza di sicurezza. Il senatore ha concluso il suo intervento con un elogio ai CR: “non è un movimento che finisce con le elezioni perché questi valori sono perenni”. La Petrizzi e la Scatizzi si sono soffermate entrambe sull’introduzione del quoziente familiare: la prima ha dichiarato che “la questione famiglia non è una questione cattolica, bensì dell’intera società italiana”, concludendo con queste parole: “Noi vogliamo un riconoscimento giuridico fiscale della famiglia, in quanto è lo Stato che se ne dovrebbe far carico per il principio di sussidiarietà”. La seconda invece ha letto alcuni articoli della Costituzione Italiana, in particolare il 29 che afferma che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” ed il 31, il quale enuncia che “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia (..) Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”. Gianna Scatizzi ha sottolineato come in realtà non vi è alcun aiuto alle giovani coppie che si ritrovano senza un lavoro stabile ed un’abitazione. Barbara Saltamartini, coordinatrice nazionale del dipartimento Pari Opportunità di An, ha ribadito l’importanza della famiglia come grande risorsa nazionale ed ha attaccato il “malloppone della sinistra” ed in particolare Veltroni: “Dopo l’omicidio della signora Reggiani si lava la coscienza mettendo le donne capilista. Ora vuole pene più severe per chi commette pedofilia o violenze sessuali, ma quando ci fu la giornata dell’orgoglio pedofilo non scese in piazza a protestare insieme a noi.” Andrea Ronchi ha parlato del bisogno di un cambio sostanziale nella cultura ed del ritorno alla cattolicità: “Io non critico chi non ha fede, ma nella vita contano i valori della fede”. Ha poi attaccato Veltroni come sindaco di Roma, definendolo “cantastorie e cinematografo d’accatto”. Anche Michele Sarno, vicepresidente dei CR, ha ironizzato su Veltroni come “incantatore di serpenti e falsificatore della storia”, ha pesantemente criticato la logica del reality, per cui l’apparenza vince sull’essenza e sul merito, un tipo di logica che, se non verrà arginata, porterà al nichilismo. Pietro Armani ha ricordato una bella frase del papa che, rivolto ai laici, ha detto: “Pensate come se Dio esistesse”. E’ nell’interesse di tutti infatti allontanarsi da un certo relativismo etico ed essere saldi su alcuni principi irrinunciabili. E’intervenuto infine il candidato a sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per ricordare che il PdL nasce dall’esigenza di far prevalere l’idea sui vari interessi di partito: “Perché Popolo della Libertà? Perché si basa su due valori: la libertà (dai condizionamenti, dall’egemonia di sinistra sessantottina che ha distrutto i valori) ed il popolo (non la massa, ma l’identità non ideologica che crea l’appartenenza ai valori). Se non c’è l’identità infatti la libertà viene usata male”. (articolo di Erika Eramo).