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Gli Etruschi e la Sardegna

E’ stata inaugurata all’interno della mostra "Gli Etruschi. Una civiltà rivelata" a Sa Corona Arrubia (Lunamatrona, CA) una interessante sezione dedicata ai rapporti tra gli Etruschi e la Sardegna. La sezione verrà chiusa il 30 giugno.

L’idea di affiancare una sezione riguardante il tema dei rapporti fra nuragici ed etruschi alla mostra “Gli Etruschi. Una civiltà rivelata”, in corso di svolgimento nei locali del Museo del Territorio di Sa Corona Arrubia (Lunamatrona, CA), risponde ai criteri di una nuova etica museale, quale si è ormai delineata nel corso degli ultimi decenni: da un lato tentare la massima diffusione della ricerca, offrendo al visitatore la possibilità di una conoscenza più approfondita del tema trattato, dall’altro proporre un modello di analisi di livello elevato, lontano da banalizzazioni che, lungi dal facilitare la comprensione dell’argomento, finiscono solo per svilire il significato più profondo dell’idea stessa di museo. “Obiettivo - hanno spiegato gli studiosi Paola Falchi e Matteo Milletti, curatori della mostra grazie alla collaborazione con la Societa’ fiorentina Contemporanea Progetti- e’ quello di evidenziare e testimoniare la straordinaria interazione culturale che dalla fine dell’ eta’ del bronzo agli inizi dell’ eta’ del ferro maturo’ fra questo popolo per certi versi ancora misterioso ed il popolo dei Sardi”. Intento, questo, confermato anche da Paolo Bernardini, direttore del Museo Archeologico di Cagliari e da Alessandro Mericci, presidente del Consorzio ”Sa Corona Arrubia”, che ha assicurato ai visitatori sorprese archeologiche anticipando, inoltre, che ”a breve si terra’ un convegno sul tema dei rapporti fra Etruschi e Sardi, anche per far chiarezza su falsi miti e luoghi comuni”. Vi è inoltre lo scopo di fornire all’esposizione della collezione Cambi una sorta di “pendant”, in grado di garantire quei requisiti di contestualizzazione che, per ovvie ragioni, le raccolte private possono raramente offrire. Per questo motivo nella selezione si è deciso di privilegiare i materiali nuragici rinvenuti in contesti villanoviani, e viceversa, limitando il più possibile i reperti sporadici o di dubbia provenienza. Lo spettro geografico è dunque volutamente il più ampio possibile, così come varia è la natura dei contesti proposti. In Etruria sono stati scelti sepolture e ripostigli rinvenuti nei comparti settentrionale (Vetulonia e Populonia), meridionale (Vulci, Tarquinia e Cerveteri) e campano (Pontecagnano); allo stesso modo per la Sardegna si intende presentare una campionatura di contesti di carattere sia abitativo (come ad esempio i nuraghe S. Antine -Torralba e Palmavera - Alghero), che santuariale (come ad esempio Serra Niedda - Sorso, S. Cristina - Paulilatino o Su Monte - Sorradile), tale da garantire una copertura omogenea del territorio. A questi contesti se ne aggiungeranno altri, sardi, ritenuti particolarmente indicativi, allo scopo di esplicitare il significato originario di alcune categorie di oggetti nuragici, bilanciando così la funzione analoga che per i materiali villanoviani svolgerà la collezione Cambi, e mostrando infine la vitalità e la forte compenetrazione reciproca tra le due culture. Le due sezioni espositive si integreranno dunque in un unico percorso, che vedrà il visitatore parte integrante del processo cognitivo, consentendogli una personale ed autonoma valutazione delle analogie e dei paralleli esistenti tra i contesti ed i reperti proposti, ribaltando l’ottica adottata fino ad ora in molti progetti culturali, e non esaurendo l’esperienza museale nell’acquisizione passiva di dati ed elementi preordinati. (articolo di Erika Eramo).