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La sicurezza sul lavoro dall'interinale alla somministrazione

Il tema della sicurezza è un tema cruciale per il mondo del lavoro ed assume ancora più rilevanza nei rapporti lavoro flessibile. Vediamo cosa è cambiato, in tema di sicurezza, nel passaggio dal lavoro interinale alla somministrazione.

Per inquadrare il tema della sicurezza si rende necessario partire da una preliminare ricognizione delle fonti:

COSTITUZIONE ITALIANA

Art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo”

COMUNITA’ EUROPEA

Direttiva Quadro n° 391/89, sulle misure generali e di altre 7 riguardanti i luoghi di lavoro, l’uso delle attrezzature da lavoro, l’uso dei mezzi di protezione individuale, la movimentazione manuale dei carichi, l’uso dei videoterminali, l’esposizione ad agenti cancerogeni e ad agenti biologici.
In particolare la direttiva n.383/1991 concerne i lavoratori interinali e assunti a tempo determinato

COSTITUZIONE EUROPEA

Articolo II-32, comma 2

I giovani ammessi al lavoro devono beneficiare di condizioni di lavoro appropriate alla loro età ed essere protetti contro lo sfruttamento economico o contro ogni lavoro che possa minarne la sicurezza, la salute, lo sviluppo fisico, mentale, morale o sociale o che possa mettere a rischio la oro istruzione.

Articolo III-103

Obiettivi di politica sociale dell’UE:

la promozione dell’occupazione; il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso; una protezione sociale adeguata; il dialogo sociale; lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l’emarginazione.

Articolo III-104, Comma 1

Per conseguire gli obiettivi previsti all’articolo III-103, l’Unione sostiene e completa l’azione degli Stati membri nei seguenti settori:

a) miglioramento, in particolare, dell’ambiente di lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori;

b) condizioni di lavoro;

CODICE CIVILE

Art. 2087 Tutela delle condizioni di lavoro

L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

L.300/70 - Statuto dei lavoratori

Art.9 (Tutela della salute e dell’integrità fisica)

I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

D.Lgs. 38/2000

Artt. 12 (infortunio in itinere) e 13 (danno biologico)

D.Lgs. 626/94 > “Salute e sicurezza sul lavoro”

Il Decreto Legislativo 626/94 si applica in tutti i settori di attività privati e pubblici comprese le unità con un solo lavoratore. E’ un decreto innovativo sul piano della sicurezza del lavoro, poiché si basa su principi nuovi come la prevenzione e la partecipazione coinvolgendo attivamente 5 soggetti ben definiti che devono cooperare insieme ognuno secondo il proprio ruolo.

1)Il lavoratore è la persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro osservando e pretendendo l’applicazione delle disposizioni utili a proteggere la salute e sicurezza propria e quella delle persone presenti nei luoghi di lavoro; deve usare correttamente le apparecchiature, gli attrezzi, i mezzi di trasporto e i dispositivi di sicurezza e deve segnalare eventuali anomalie nell’utilizzo degli strumenti e mezzi di protezione.

2)Il datore di lavoro è il titolare del rapporto di lavoro nonché responsabile della salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori. Costituisce il Servizio di Prevenzione e protezione ed l’obbligo di rispettare i principi ergonomici nella scelta delle attrezzature, dei posti di lavoro, dei metodi di lavoro. Convoca, almeno una volta all’anno, una riunione per valutare la relazione sui rischi ed i piani di prevenzione.

Garantisce al R.L.S. l’accesso ai luoghi di lavoro, gli strumenti ed i permessi necessari alla sua attività. Assicura una adeguata formazione ai lavoratori e li informa dei rischi cui sono esposti.

3)Il Responsabile del servizio Prevenzione e protezione è l’incaricato del datore di lavoro per finalizzare le attività di prevenzione. Individua i fattori di rischio; elabora le procedure di sicurezza; propone i programmi di formazione e informazione dei lavoratori; partecipa alle consultazioni in materia di tutela della salute e di sicurezza.

4)Il Medico Competente è specializzato in medicina del lavoro. Ha la responsabilità della sorveglianza sanitaria; svolge gli accertamenti preventivi per constatare l’assenza di nocività nell’attività lavorativa; svolge accertamenti periodici e informa i lavoratori sul contenuto e sui risultati degli accertamenti clinici e strumentali.

5)Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è la persona eletta dai lavoratori per la salute e la sicurezza durante il lavoro. Ha diritto di accesso in tutti i luoghi di lavoro e di essere consultato preventivamente dall’azienda sulla valutazione dei rischi e sui programmi di prevenzione. Raccoglie le osservazioni e le segnalazioni dei lavoratori facendole presenti all’azienda; partecipa alla riunione periodica e formula osservazioni; può fare ricorso alle autorità competenti se ritiene non idonei le protezioni adottate