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Le nuove tipologie di lavoro nella Provincia di Napoli

Nell'ambito del programma AGENDA 21 per lo sviluppo sostenibile nella Provincia di Napoli si è costituito un gruppo di studio che ha analizzato il fenomero del lavoro flessibile della provincia partenopea.

Dagli anni ‘90 il mondo del lavoro ha conosciuto profondissime trasformazioni condizionate dalla globalizzazione dei mercati che ha reso sempre più fragili la sicurezza del lavoro e le norme che lo disciplinano. Ciò, se da un lato, ha rappresentato in alcuni casi un’opportunità di ingresso nel mercato del lavoro e la valorizzazione delle professionalità, dall’altro, ha rappresentato un generale fattore di crisi e di precarizzazione ulteriore delle modalità di lavoro e dei contenuti delle prestazioni.

Se in passato il lavoratore trovava ampie protezioni nell’ambito del rapporto di lavoro, oggi l’espansione dei lavori atipici, permette che gran parte dei rischi ricada in capo al lavoratore stesso. Infatti se garanzie e protezioni vengono ridotte nell’ambito del rapporto di lavoro al contempo le stesse non si ritrovano né nelle dinamiche del mercato né nella rete degli ammortizzatori e del sistema di welfare che anzi, al contrario, si va assottigliando al prezzo di crescita del malessere sociale, di iniquità e di diseguaglianza.

Nell’ambito del Programma Agenda21 della Provincia di Napoli si è costituito un gruppo di lavoro per lo studio delle “Nuove tipologie di lavoro” nell’ambito del territorio della Provincia di Napoli.
Per nuove tipologie di lavoro intendiamo riferirci essenzialmente a tutte quelle forme non riconducibili alla classica definizione di lavoro subordinato ossia le collaborazioni coordinate e continuative, incluse le nuove forme di contratti a progetto, le collaborazioni occasionali, le associazioni in partecipazione, le consulenze, i free lance, i tirocinanti. A queste si aggiungono quelle forme di lavoro subordinato che si sono allontanate dalla sua definizione idealtipica aprendosi a nuove modalità come il lavoro interinale (ora somministrazione di manodopera e staff leasing).
Secondo l’ultimo rapporto IRES sul lavoro atipico, la maggior parte dei lavoratori “flessibili” ha un reddito medio-basso ed è caratterizzato da instabilità e saltuarietà. Ciò è ancor più grave in un contesto socio economico già in declino come quello della Provincia di Napoli. Da queste considerazioni il gruppo di studio ha elaborato la seguente “analisi del contesto“:

PROBLEMA
Utilizzo distorto della flessibilità: i lavoratori sono tenuti per anni con rapporti di lavoro flessibile
CAUSE
Volontà degli imprenditori di contenere i costi del lavoro come mezzo per aumentare la propria competitività;
Scarsa cultura d’impresa;
Nessun limite posto da norme e contrattazione alle reiterazione nel tempo dei lavori flessibili;
EFFETTI
Mancata stabilizzazione del rapporto di lavoro che genera insicurezza;
insoddisfazione, frustrazione unite alla scarsa soddisfazione reddituale;

PROBLEMA
Poche opportunità di lavoro e quasi interamente flessibili
CAUSE
Vocazione agricola tradita;Violenta industrializzazione e improvvisa deindustrializzazione;
Politiche economiche miopi che hanno generato un mercato anestetizzato dall’assistenzialismo;
EFFETTI
Scarsa occupazione, sviluppo del terziario dove è più frequente l’uso del lavoro flessibile;

PROBLEMA
Ritardo nella riforma del collocamento
CAUSE
Lentezze burocratiche; Poco coraggio della politica;
Volontà di dismettere l’impegno del pubblico;
Presenza di numerose liste di disoccupati non sempre rappresentative;
EFFETTI
Le agenzie di lavoro interinale sono le uniche a fornire informazioni sulle opportunità di lavoro;

PROBLEMA
Scarsa disponibilità alla mobilità territoriale
CAUSA
Alto costo della vita nel Nord Italia;Difesa della propria identità culturale;
EFFETTI
Permanente disoccupazione;Accettazione di lavori a nero e sotto-pagati;

PROBLEMA
Basso livello di scolarizzazione e di formazione dei lavoratori
CAUSE
Ritardi del sistema scolastico e della formazione professionale;
EFFETTI
Scarsa occupabilità

PROBLEMA
I nuovi lavoratori non sono organizzati e rappresentati
CAUSE
Nessuna organizzazione è in grado al momento di rappresentare gli interessi dei lavoratori flessibili;
Esternalizzazione e decentramento produttivo;
EFFETTI
Scarsa incidenza sulle scelte politiche;
Scarsa fiducia nelle organizzazioni sindacali e autotutela individuale;

PROBLEMA
Forte domanda di figure intermedie e specializzate a fronte di una grande offerta con competenze elevate o scarse;
Poca adattabilità delle alta professionalità e poca occupabilità delle basse professionalità;
CAUSE
Ritardi del sistema scolastico e della formazione professionale;
Carenza di politiche del lavoro efficaci;
EFFETTI
Scarsa occupabilità;
Permanente disoccupazione;