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Lavoro atipico e servizi per l’impiego

Studi di caso e modelli di intervento dei Servizi per l'impiego (ex-uffici di collocamento) nei confronti dei lavoratori flessibile. Monografia dell'ISFOL inclusa nella Collana Mercato del Lavoro n.11 del 2003

L’evoluzione della situazione economica e la scarsa crescita dell’occupazione a livello europeo protrattasi per lungo tempo negli scorsi anni hanno favorito l’accentuarsi del dibattito politico, all’interno dell’Ue, sull’opportunità di riduzione delle rigidità del mercato del lavoro, che si è tradotto, nei singoli stati membri, nell’adozione di riforme di diversa portata del mercato del lavoro nazionale. Le misure di flessibilizzazione del mercato del lavoro sono infatti divenute uno dei principali strumenti per la promozione dell’occupazione nei vari paesi europei.
Anche in Italia si è assistito da un lato alla messa in campo di politiche volte a flessibilizzare il mercato del lavoro con l’introduzione di forme contrattuali diverse da quelle “standard”, che hanno conosciuto in tempi brevi una grande diffusione, e dall’altro allo sviluppo di forme di rapporto di lavoro ancora prive di un’adeguata regolamentazione.
La percentuale di lavoro atipico sull’occupazione totale ha subito un forte incremento negli ultimi anni: è ragionevole ipotizzare, tuttavia, che la crescita quantitativa del lavoro atipico non sia stata accompagnata da una proporzionale crescita qualitativa.

L’evidenza empirica mostra infatti che buona parte dei lavoratori atipici presenta elementi di vulnerabilità, che fanno ritenere la qualità di molte delle occupazioni atipiche ancora piuttosto ridotta. Il lavoratore atipico presenta in Italia caratteristiche di debolezza sul mercato del lavoro sia in relazione al genere che all’area territoriale di appartenenza e alle qualifiche possedute.
È opportuno pertanto interrogarsi sul ruolo che le istituzioni pubbliche possono svolgere per sostenere il lavoratore atipico al fine di ridurne la vulnerabilità e il rischio di esclusione cui si trova esposto. I Servizi per l’impiego, interessati da un’ampia riforma da alcuni anni, potrebbero svolgere un ruolo importante, a cominciare dalla promozione dell’incontro fra domanda ed offerta di lavoro anche in quest’ambito occupazionale.
L’obiettivo della presente ricerca è la definizione di un “modello” di intervento dei servizi per l’impiego a sostegno del lavoratore non standard, proponendo un’analisi in primo luogo degli aspetti del lavoro atipico che si traducono in elementi di vulnerabilità sociale, in secondo luogo delle caratteristiche della domanda potenziale di servizi di sostegno e in terzo luogo dei tratti principali delle iniziative più rilevanti già messe in campo da soggetti pubblici e privati.

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