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I lavoratori associati in partecipazione - Seconda parte

Continua il nosto viaggio nel mondo semi-sconosciuto dell'ASP...l'associazione in partecipazione. Vediamo le norme previdenziali.

Le norme previdenziali
Dal 1° gennaio 2004, gli associati in partecipazione che forniscono prestazioni lavorative, non iscritti ad albi professionali e i cui compensi sono qualificati come redditi da lavoro autonomo (art. 49, comma 2, lettera c del Tuir), hanno l’obbligo di iscriversi all’Inps (presso la loro specifica gestione) e versare un contributo previdenziale pari al 17,30% o al 18,30% del reddito complessivo (a seconda della propria fascia di reddito).

Il contributo degli associati in partecipazione, quindi, è uguale a quello che, dal 2004, sono tenuti a versare gli iscritti alla gestione separata Inps senza altre coperture previdenziali (collaboratori coordinati e continuativi, a progetto ecc.). Il fondo dedicato agli associati in partecipazione, però, non erogherà, come accade per i collaboratori, prestazioni sociali (indennità di malattia, infortunio e maternità), ma è finalizzato unicamente all’erogazione della pensione al raggiungimento dei requisiti.

I trattamenti pensionistici saranno liquidati con il sistema di calcolo contributivo introdotto dalla legge 335/1995. Diversa dai collaboratori è anche la ripartizione del contributo obbligatorio: l’associato (ossia il lavoratore) verserà il 45% (quota maggiore rispetto a quella prevista per i collaboratori) e il restante 55% sarà a carico dell’associante (committente). Il contributo sarà calcolato in base al reddito imponibile ai fini Irpef.

Gli associati in partecipazione che hanno un contratto precedente al 31 marzo 2004 devono iscriversi alla nuova gestione previdenziale Inps entro tale data (31 marzo 2004). Per i rapporti instaurati successivamente al 31 marzo 2004, poiché il decreto non precisa i termini di iscrizione (ma sostiene che essa dovrà avvenire dalla data di inizio dell’attività lavorativa), è consigliabile che l’iscrizione avvenga contestualmente alla data d’inizio dell’attività.

In entrambi i casi è l’associato (il lavoratore) che dovrà iscriversi all’Inps comunicando all’ente: la tipologia dell’attività, i propri dati anagrafici, il numero di codice fiscale e il proprio domicilio. Nei prossimi mesi un decreto del ministro del Lavoro preciserà le modalità di funzionamento della nuova gestione previdenziale.

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