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La sicurezza sul lavoro dall'interinale alla somministrazione

Il sistema sanzionatorio ha subito alcune modifiche nel passaggio dal lavoro interinale alla somministrazione.

Nel lavoro interinale, la violazione delle norme sulla sicurezza comportava l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge 1369/1960 (art.10, comma 1) ora, invece, con la somministrazione, si applicano le sanzioni previste nel d.lgs. 276/2003 e nel d.lgs. 368/2001.
Se l’obbligo previsto dall’art. 23, comma 5, non viene riferito, nel contratto di somministrazione, come posto a carico dell’utilizzatore, la mancata informazione-formazione e addestramento del lavoratore somministrato configurerà una contravvenzione penalmente rilevante a carico del somministratore.
In caso di mancanza nel contratto di somministrazione dell’indicazione della presenza di eventuali rischi per l’integrità e la salute del lavoratore e delle misure di prevenzione adottate (art.21, comma 1, lett. d) il contratto è nullo il rapporto si trasforma in contratto di lavoro subordinato alle dipendenze dell’utilizzatore (art.21, comma 4 del d.lgs. 276/03). TALE SANZIONE E’ STATA CANCELLATA DAL SUCCESSIVO DECRETO CORRETTIVO (art.5) Il lavoratore potrà agire in giudizio per chiedere la costituzione del rapporto dall’inizio della somministrazione (art. 27, comma 1 del d.lgs. 276/03).
In caso di somministrazione di lavoro da parte di imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 4 del d.lgs. 626/94 (Art. 20, comma 5, lett. c) è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1250 euro a carico sia dell’utilizzatore che del somministratore (art.18, comma 3 del d.lgs. 276/03).

RESPONSABILITA’

Spetta al somministratore (o eventualmente all’utilizzatore se previsto dal contratto):
1. Informare i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale;
2. Formarli e addestrarli all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti in conformità alle disposizioni recate dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni.

Spetta all’utilizzatore:
1. Informare il prestatore di lavoro nel caso di mansioni che richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, in base a quanto previsto dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Assolvere tutti gli obblighi di protezione previsti nei confronti dei propri dipendenti e adempiere a tutti gli obblighi di sicurezza individuati dalla legge e dai contratti collettivi.
3. Informare con comunicazione scritta il somministratore e il lavoratore nel caso in cui il lavoratore sia adibito a mansioni superiori o comunque a mansioni non equivalenti a quelle dedotte in contratto; la mancata comunicazione scritta obbliga l’utilizzatore a rispondere direttamente per le differenze retributive spettanti al lavoratore occupato in mansioni superiori e per l’eventuale risarcimento del danno derivante dalla assegnazione a mansioni inferiori

DIRITTI DEI LAVORATORI

Il lavoratore “somministrato” non può subire limitazioni di elettorato attivo o passivo per l’elezione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Ogni previsione in senso contrario contenuta nella contrattazione collettiva oltrepasserebbe, illegittimamente, i limiti di cui all’art. 18 comma 4 del D. Lgs. n. 626/94.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le imprese fornitrici di lavoro temporaneo (stipulato il 23 Settembre 2002 e valido anche per la disciplina della somministrazione ai sensi dell’accordo sindacale del 27 ottobre 2003) prevede all’art. 14 “Igiene e Sicurezza del lavoro”:
1. Si intendono integralmente richiamate le disposizione del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e successive modificazioni.
2. Restano ferme le disposizioni previste all’art. 3 comma 5 della Legge 196/97 (ora Art.23, comma 5 del d.lgs. 276/03) circa gli obblighi di informazione generale nonché di formazione ed addestramento all’uso delle attrezzature.
3. In conformità a quanto previsto dall’art.21 del D.Lgs.626/94 i prestatori di lavoro temporaneo sono informati, mediante il contratto di prestazioni circa il referente della impresa utilizzatrice, incaricato di fornire loro le informazioni sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività, alla mansione e ai luoghi di lavoro, nonché sulla formazione e sull’addestramento all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività. Il referente dell’impresa utilizzatrice comunica al lavoratore temporaneo, ove possibile, anche il nominativo del medico competente.
4. Inoltre, mediante il contratto di prestazione i lavoratori temporanei ricevono informazioni sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale. Nel caso in cui il contratto di fornitura preveda che gli obblighi di cui all’art. 3, co. 5, l. n. 196/97 (ora Art.23, comma 5 del d.lgs. 276/03), siano adempiuti dall’impresa utilizzatrice, il contratto per prestazioni di lavoro temporaneo ne contiene la relativa indicazione.
5. Nelle ipotesi di cui al comma precedente, le imprese fornitrici consegnano al lavoratore temporaneo una nota informativa che riporti un riepilogo degli obblighi previsti dalla legge in materia (secondo un modello esemplificativo che le parti si impegnano a definire entro il 30 novembre 2002).
6. Nel caso in cui i lavoratori vengano adibiti a mansioni che richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, l’impresa utilizzatrice ne dà informazione ai lavoratori stessi ai fini dell’applicazione degli artt. 16 e 17 del D.Lgs. 626.
7. Quanto sopra in applicazione dell’art. 6, comma 1 (ora Art.23, comma 5 del d.lgs. 276/03), della legge 196/97.
8. La sorveglianza sanitaria obbligatoria, ove richiesta, resta a carico dell’impresa utilizzatrice.
9. Al fine della tutela della salute, al lavoratore temporaneo, ai sensi dell’art. 17, co. 1, lett. f), del d.lgs. n. 626/94 e successive modifiche e integrazioni, è fornita copia cartella sanitaria e di rischio di cui all’art. 4, co.8, del citato decreto. La documentazione di cui al comma precedente segue il lavoratore temporaneo in missioni successive anche alle dipendenze di più imprese di fornitura.
10. Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli artt. 18 e 19 del D.Lgs. n. 626/94 il prestatore di lavoro temporaneo viene computato nell’organico dell’impresa utilizzatrice come previsto dall’art. 6, comma 5, della legge 196/97 (ora Art. 22, comma 5 del d.lgs. 276/03).
11. Viene costituita all’atto della firma del rinnovo del presente CCNL la Commissione paritetica nazionale per l’igiene e sicurezza del lavoro composta da sei membri.
13. Ai lavori della Commissione possono essere associati esperti in relazione agli argomenti da esaminare.
14. Su base regionale potrà avviarsi un confronto tra le parti firmatarie del presente CCNL onde verificare l’applicazione di quanto previsto in materia di formazione, informazione e prevenzione antinfortunistica a carico delle imprese fornitrici.
15. Nell’arco della vigenza contrattuale le parti verificheranno l’opportunità di articolare la Commissione ai livelli regionali.
16. I compiti della Commissione sono:
a) individuare gli ambiti per la costituzione di eventuali Commissioni Paritetiche territoriali , ai sensi del D.Lgs. 626 , e coordinarne le attività;
b) formulare proposte di modelli di formazione in materia di sicurezza per i lavoratori temporanei, sia di base, sia generali, da effettuare da parte delle imprese fornitrici, sia specifici da realizzare, qualora se ne riscontrassero le condizioni, anche presso le imprese utilizzatrici;
c) elaborare materiali informativi e formativi adatti per il lavoro temporaneo;
d) l’elaborazione di una proposta da formulare agli Enti istituzionali avente per oggetto l’adeguamento delle procedure e degli adempimenti connessi al D. Lgs. 626 alle specificità del settore, anche in relazione a quanto previsto per la documentazione sanitaria di cui al precedente comma 9.

COSA FARE IN CASO DI INFORTUNIO:

Inviare all’agenzia fornitrice, nel più breve tempo possibile, la documentazione rilasciata dal Pronto soccorso. L’azienda utilizzatrice dovrà poi rispondere all’INAIL descrivendo l’accaduto.
Se non è necessario un ricovero ospedaliero, rivolgersi al proprio medico per richiedere la certificazione della prognosi. Se si rendono necessarie prestazioni sanitarie, siete esentati dal pagamento del ticket.
L’INAIL erogherà l’indennità per inabilità temporanea, integrata dall’agenzia per tutta la durata del contratto, sino a raggiungere il 100% della retribuzione e la riceverete fino a quando non sarete in grado di riprendere il lavoro.
L’indennità giornaliera per inabilità temporanea fino al 90° giorno è pari al 60% della retribuzione giornaliera, dal 91° giorno aumenta al 75% della retribuzione giornaliera.
Nei casi di inabilità di lunga durata, l’indennità verrà corrisposta direttamente dall’INAIL in rate posticipate di non oltre 7 giorni. Il saldo dovrebbe avvenire non oltre il 20°giorno dall’infortunio.
Dal 2002 è possibile ricevere un’indennità economica in caso di invalidità da infortunio erogata da E.BI.TEMP. ma solo in 2 casi:
1. indennità giornaliera di 25,82 €, per un massimo di 90 giorni, dopo la scadenza della missione (già coperta dall’INAIL);
2. in caso di invalidità permanente pari o superiore al 60% o morte, indennità di 30.987,41 € (proporzionalmente ridotta per invalidità inferiori);
Per quanto attiene la tenuta del registro infortuni, l’infortunio occorso al lavoratore somministrato dovrà essere annotato:
a) nel registro dell’agenzia somministratrice per tutti i fini di legge e previdenziali;
b) nel registro dell’utilizzatore esclusivamente a fini prevenzionistici (cfr. artt. 4 c. 5 lett. O D. Lgs. n. 626/94 e 403 DPR n. 547/1955).

QUESTIONI INTERPRETATIVE SULLA LEGITTIMAZIONE PASSIVA

Durante la vigenza della Legge n. 196/1997 che, come nella somministrazione di manodopera, prevedeva la dissociazione tra la titolarità formale e quella sostanziale del rapporto di lavoro, si erano affermati due orientamenti diametralmente opposti, e che restano tutt’ora al centro della discussione anche per la somministrazione di lavoro:
La tesi prevalente valorizza le relazioni giuridico-formali tra lavoratore e impresa fornitrice, da un lato, e tra impresa fornitrice e istituto assicuratore dall’altro, individuando nell’impresa fornitrice il soggetto legittimato passivamente, anche perché il lavoratore è un dipendente di tale ultima impresa alla quale spetta pure il pagamento del premio Inail (anche se per la classe di rischio, in particolare oggi con la somministrazione, il riferimento è l’indice di rischio dell’utilizzatore e non del somministratore). Ciò non escludeva comunque la possibilità per la fornitrice di recuperare le somme versate all’Inail attraverso una azione specifica nei confronti dell’utilizzatrice, in base ai rapporti interni tra le due imprese;
Un’altra tesi privilegia invece il profilo sostanziale del rapporto di lavoro, e individua nell’utilizzatrice la legittimata passiva all’azione di rivalsa dell’Inail in quanto beneficiaria della prestazione, e quindi quale soggetto su cui grava l’obbligo di predisporre le misure di sicurezza, e le responsabilità che ne derivano in caso di violazione di tale obbligo.

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