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Tirocini formativi e di orientamento

I tirocini formativi e di orientamento intendono favorire l'ingresso dei lavoratori nel mondo del lavoro mettendoli a contatto con le realtà aziendali.

I tirocini formativi e di orientamento sono finalizzati a favorire, da parte dei lavoratori, la conoscenza diretta del mondo del lavoro realizzando momenti di alternanza tra studio e lavoro, mentre, per le aziende, rappresentano uno strumento di selezione del personale. Sono stati introdotti dall’art.18 della Legge 196/97 meglio nota come “Pacchetto Treu” e disciplinati da due successivi decreti del Ministero del Lavoro (D.M. 25/03/98, n. 142 e la circolare 15/07/98, n. 92 e D.M. 22/01/01).

Il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro e come tale l’azienda non ha alcun obbligo di retribuzione ma può, a sua discrezione, erogare al tirocinante un rimborso delle spese. Il tirocinio non comporta la cancellazione dagli elenchi anagrafici del centro per l’impiego mentre, per l’esercizio dei diritti sindacali, i tirocinanti possono rivolgersi alle organizzazioni sindacali che tutelano i lavoratori “atipici” (CGIL-NIDiL, CISL-ALAI e UIL-CPO).

Possono beneficiarne tutti coloro che abbiano già assolto l’obbligo scolastico.

I datori di lavoro possono ospitare tirocinanti in relazione all’attività dell’azienda, nei limiti di seguito indicati:
a) aziende con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, un tirocinante;
b) con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra sei e diciannove, non più di due tirocinanti contemporaneamente;
c) con più di venti dipendenti a tempo indeterminato, tirocinanti in misura non superiore al dieci per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente.
Il tirocinio ha una durata massima di 12 mesi, innalzabile a 24 mesi per i soggetti portatori di handicap mentre durate inferiori sono previste per studenti che frequentano la scuola secondaria (4 mesi) e per inoccupati o disoccupati, inclusi lavoratori in mobilità e per allievi di istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, di attività formative post-diploma o post-laurea, anche nei 18 mesi successivi al termine degli studi (6 mesi).

Il tirocinio è un rapporto triangolare tra tirocinante, azienda ospitante (pubblica o privata), ente promotore (Università, Scuole, Enti di Formazione, Servizi per l’Impiego, Comunità terapeutiche, Servizi di inserimento lavorativo per disabili, Cooperative sociali). I tirocini possono essere promossi anche da istituzioni formative private, non aventi scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, sulla base di una specifica autorizzazione, fatta salva la possibilità di revoca, della Regione.

L’ente promotore stipula con l’azienda una convenzione dove sono esplicitate le modalità di svolgimento del tirocinio (luogo e mansioni da svolgere, durata, nomi dei responsabili). La convenzione deve essere corredata da un progetto formativo e di orientamento concordato dall’azienda e dal tirocinante. Copia di tale convenzione deve essere trasmessa alla Regione, alla struttura territoriale del Ministero del Lavoro competente in materia di ispezione e alle rappresentanze sindacali. L’ente promotore ha funzioni di assistenza e garanzia.

Il tirocinante deve essere assicurato presso l’INAIL e per la responsabilità civile verso terzi da parte dell’ente promotore. Nel caso in cui l’ente promotore sia una struttura pubblica competente in materia di collocamento, il datore di lavoro può assumersi l’onere dell’assicurazione INAIL.

I datori di lavoro possono essere rimborsati degli oneri sostenuti per l’attivazione dei tirocini attraverso il finanziamento di progetti che prevedano l’inserimento di giovani del Mezzogiorno presso imprese operanti in Regioni del Centro-Nord. Alcune Regioni e Province concedono contributi ai tirocinanti.

Sia l’ente promotore che l’azienda devono indicare un proprio tutor. Il tutor dell’ente promotore è il responsabile didattico e organizzativo cui spetta il controllo dei contenuti formativi del tirocinio; il tutoraggio in termini di aiuto, motivazione ed orientamento ai soggetti avviati; il monitoraggio dell’istituto e verifica degli esiti.

Il tutor aziendale, invece, è nominato dal soggetto ospitante e ha il compito di seguire il tirocinante nell’area aziendale dove opera e nei momenti formativi; contribuire alla stesura del progetto formativo; affiancare il tirocinante in azienda; illustrare le modalità delle fasi lavorative; chiarire le eventuali problematiche che possono emergere durante il tirocinio; valutare la prestazione del tirocinante. Tale figura è il riferimento per il tutor organizzativo didattico che segue i tirocinanti durante la loro esperienza.

Le attività svolte nel corso di un tirocinio possono avere valore di credito formativo e, ove certificato dalle strutture promotrici, possono essere riportate nel curriculum dello studente o del lavoratore ai fini dell’erogazione da parte delle strutture pubbliche dei servizi per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Al termine del tirocinio, l’azienda ospitante è tenuta a certificare l’esperienza svolta.