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Ecco il diploma con l'apprendistato

L'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione si configura come una fattispecie complessa, che presuppone l'instaurazione di un rapporto di lavoro e la contestuale attivazione di un percorso formativo.

Facendo seguito alle Circolari n.40 del 14 ottobre 2004 e n.30 del 15 luglio 2005, il Ministro delle Politiche Sociali ha emanato un’altra circolare diretta a chiarire la portata della riforma del mercato del lavoro (di cui al Decreto Legislativo 276/2003), con particolare riferimento alla tipologia del contratto di apprendistato, disciplinato agli articoli 47 e seguenti. La circolare 2/2006 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 07/02/2006, n.31) è dedicata all’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, finalizzato alla acquisizione di un titolo di studio secondario o universitario, nonché della specializzazione tecnica superiore introdotta con la legge 17 maggio 1999, n. 144.

L’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione si configura come una fattispecie complessa, che presuppone l‘instaurazione di un rapporto di lavoro e la contestuale attivazione di un percorso formativo. Il contratto può essere stipulato tra datori di lavoro appartenenti a tutti i settori produttivi, purché esercitino attività compatibili con il perseguimento delle finalità del contratto, e soggetti di età compresa tra i tra i 18 e i 29 anni (per ventinove anni si considerano i giovani fino al compimento del trentesimo anno d’età - 29 anni e 364 giorni) che siano già in possesso di un titolo di studio e vogliano conseguire una qualifica di livello secondario o superiore. Il contratto potrà tuttavia essere stipulato anche con soggetti che abbiano compiuto il diciassettesimo anno d’età qualora siano in possesso di un titolo di studio.

La retribuzione dell’apprendista è stabilita sulla base della categoria di inquadramento dello stesso che non potrà essere inferiore per più di due livelli all’inquadramento previsto per i lavoratori assunti in azienda ed impiegati per le stesse qualifiche cui è finalizzato il contratto, secondo le indicazioni del contratto collettivo nazionale.

A norma dell’articolo 50, comma 3, del Decreto Legislativo 276/2003 “la regolamentazione e la durata dell’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione è rimessa alle regioni, per i soli profili che attengono alla formazione, in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro, le Università o le altre istituzioni formative”. Tali intese - precisa la Circolare - possono essere concluse attraverso la forma dell’accordo quadro o definite ad hoc per il conseguimento di un titolo specifico.

Il contratto dovrà essere stipulato in forma scritta e avrà come allegato il Piano formativo individuale, elemento essenziale dello stesso. Il Piano formativo individuale è elaborato dall’impresa sulla base del bilancio di competenze dell’apprendista e, pertanto, in relazione alle conoscenze e competenze già acquisite dal giovane, coerentemente con l’articolazione del percorso individuata nell’ambito delle intese regionali. Nel caso in cui l’apprendista non riesca a conseguire il titolo nell’arco temporale inizialmente previsto, le intese regionali possono prevedere che, con l’assenso del datore di lavoro e dell’apprendista, sia possibile prorogare il contratto di apprendistato.