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CON I GIALLOROSSI A CAVALESE

Piccolo reportage sul ritiro del Lecce sulle Dolomiti dal vostro inviato/guida.

Le mille curve che bisogna superare per ascendere fino a Cavalese, una volta arrivati a Trento, sembrano simboleggiare le altrettante insidie che la squadra del Lecce si prepara ad affrontare nella nuova avventura in serie A.
Appenna giunti nel piccolo paese nascosto fra le Dolomiti, si è subito accolti da un grande striscione che reca la scritta: “La città di Cavalese saluta la società, i giocatori ed i tifosi del Lecce”; ci si sente subito i benvenuti in questa cittadina che sembra aver accolto con incredibile entusiasmo l’arrivo della comitiva giallorossa che, tuttavia, vive abbastanza isolata nella splendida struttura dell’Hotel bella Costa situata a poche centinaia di metri dal campo sportivo.
Trovare il tempo per avere a disposizione i giallorossi non è facile tanto sono numerosi ed intensi gli allenamenti: si inizia con quello mattutino delle 09.30 che si conclude poco prima di pranzo; dopo poche ore di relax in albergo i giocatori si ripresentano in campo per la partitella pomeridiana e solo all fine di questa diventano…disponibili per quattro chiacchiere.
Una volta ha contatto con i giallorossi si è subito impressionati dalla gentilezza e disponibilità del nuovo Team Manager Zanotti, dalla simpatia del preparatore dei portieri e dalla generale serenità che aleggia nel clan. Basta scambiare poche parole con i giocatori per accorgersi immediatamente che il clima è ben diverso da quello del ritiro dello scorso anno, dove tensione e insicurezze la facevano da padrone. Tutti sono più consapevoli delle proprie possibilità e vogliosi di ripetersi ad alti ilivelli. Anche i nuovi sembrano non aver pagato lo scotto dell’inserimento nel gruppo storico, tante sono le attenzioni a loro riservate. Fra essi il giovane portiere Manitta è quello più “bersagliato” dai compagni: in paritcolare Sesa, in allenamento, si diverte a farlo volare fra i pali ironizzando ad ogni palla insaccta sul suo tanto celebrato talento. Lucarelli è invece la mina vagante del gruppo: con il sorriso letteralmente stampato sul volto, è un vero incubo per tutti i compagni che non trovano rimedio per placare la sua irruenza e la sua voglia di…sdrammatizzare tutto.
L’unico imperturbabile e teso come un violino appare mister Cavasin: lui è già in clima-campionato. Scruta con attenzione ogni muovimento dei suoi. Incita. Urla. Emana concentrazione allo stato puro. Impressiona il modo in cui la squadra lo ascolta in religioso silenzio nei suoi piccolo summit pre-allenamento.

Finiti i giorni di ritiro si saluta lo splendido paesaggio di Cavalese, con la speranza che queste impervie cime donino parte della loro eterna forza ai guerrieri del Lecce che si apprestano alle 38 battaglie.