RETI: 34′ Candela - 74′ Vugrinec

Il Lecce non varrà il Barcellona ed il Via del Mare non sarà imponente come un Nou Camp. Ma ieri la Roma è passata dai fasti della League degli eletti allo scottante pari con il Lecce. Il tutto perchè, nonostante gli ammonimenti settimanali del tecnico capitolino, Totti & Co. hanno dovuto giocare in mezzo ad una arena con un pubblico infernale sugli spalti e 11 belve in mezzo al campo. Perchè il Lecce ha ancora cuore e gambe. Perchè il Lecce crede in una salvezza ancora lontanissima. E ieri ne ha dato prova inequivocabile.
Ad inizio partita lo striscione vi facciamo barba e Capello accoglie i campioni d’Italia con l’ironia di chi sa di affrontare uno scontro impari dal punto di vista tecnico. La Roma accoglie platonicamente la sfida ed inizia a macinare gioco per non smentire tale gap. Si capisce subito che non ci saranno sconti. Eppure il Lecce appare tranquillo, sicuro. Rossi lo tutela schierando una difesa imponente ed un centrocampo ringhioso, per dare sicurezza all’intera squadra salentina. E la Roma, pur avvolgendola con la sua manovra, non riesce a stritolarla.
Il vantaggio arriva comunque, perchè le grandi squadre in una maniera o nell’altra lo trovano. La beffarda punizione di Candela buca una intera area e risolve una matassa che iniziava a divenire complicata per gli scudettati. Che forse si convincono di aver finito il loro compitino.
La convinzione si rafforza ad inizio ripresa, quando Del Vecchio trova una carambola da due-pali-due che avrebbe ucciso la partita ma che finisce per uccidere la Roma. Perchè i campioni lasciano pian piano campo al Lecce che cresce. Cresce a dismisura. Sicuramente oltre le previsioni. Addirittura si concede il lusso di dare avvisaglie alla Roma con Tonetto che inventa e distrugge un pari facile facile. Pari che arriva ugualmente: corner, palla allungata dal vento, Antonioli che non ci arriva, Vugrinec che non perdona.
La Roma ferita prova lo spirito-derby di Cassano. Ma il barese rimedia solo bordate di fischi a cui risponde con una bordata sul palo. La Roma finisce lì. Conticchio le fa venire i capelli bianchi non aggacciando la palla di un clamoroso vantaggio. Ma il pari finale è clamoroso comunque.
Il pari fa poca classifica, ma vale un tesoro motivazionale. Rossi ha in mano una squadra che crede a ciò che sembrava perduto ed una tifoseria che lo ha stupito. La strada è impervia, ma adesso il Lecce ha i mezzi e la voglia di percorrerla fino in fondo.

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