RETI: 41′ Recoba- 68′ Recoba - 90′ Vugrinec

Una antica regola del calcio dice che quando ci si trova a giocare contro una cosiddetta grande occorre capitalizzare al massimo quel poco che essa concede. Se poi la stessa grande addirittura concede tantissimo, allora non bisogna lasciarsi sfuggire l’occasione, più unica che rara, di metterla al tappeto. Il Lecce ha disobbedito a tale fondamentale regola non riuscendo a portare in porto forse la più bella prestazione casalinga della stagione. Una prestazione che lo aveva messo in condizione di mettere in ginocchio l’Inter grazie ad un gioco aggressivo, in continua spinta offensiva. Rossi lo aveva detto. Non bisognava guardare il blasone dell’avversario.
Ma Rossi non aveva potuto immaginare che i suoi erano in vena di grazie. Un poderoso accumulo di sprechi non è stato perdonato dalla cinica squadra di Cuper che sembra avere sempre qualcuno in grado di punire l’avversario. Se Vieri latita e Seedorf sonnecchia, ci pensa Recoba (vero incubo quando vede il Via del Mare) ad inventarsi due prodezze da tre punti.
La partita del Lecce si riassume solo in un grande rimorso, una grande amarezza data dal fatto che prima e dopo il gol in fuga solitaria del Chino e la sua stoccata vincente nella ripresa, si era visto solo giallorosso. Almeno 4-5 palle gol che chiedevano solo di essere spinte in rete ed un rigore sbagliato sono uno spreco inverosimile. Tonetto per primo e poi a seguire Chevanton, Giacomazzi, Conticchio e Piangerelli avevano fatto gridare al gol uno stadio ricolmo di speranze.
Accanto agli errori del Lecce vi è anche la prova maiuscola di Toldo, che non si accontenta di sventare i tiri a colpo sicuro ma nega a Vugrinec anche il gol dal dischetto. Occasione che rende inverosimilmente amaro il bellissimo gol siglato dal croato in chiusura di partita. Gli errori avevano già deciso il risultato.
L’Inter, come da tradizione, trova punti pesanti in salento ed assottiglia in modo quasi decisivo le speranze di salvezza giallorosse. Di certo una prestazione come quella contro i nerazzurri invita a sperare ancora, ma la classifica è lì immobile e le giornate per migliorarla sempre meno cospicue.

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