Questo sito contribuisce alla audience di

18^Giornata: LECCE-REGGINA 1-1

Lo chiamano inverno zemaniano...

Marcatori: 43′Babù  48′Mozart (rig)

Lo chiamano da sempre inverno zemaniano. Una leggenda che narra di un periodo dell’anno in cui le squadre allenate dal boemo iniziano a divenire gelide come i suoi occhi, quasi imbalzamate dopo tante energie spese dall’inizio della stagione. La leggenda narra che sia una flessione naturale causata da una preparazione che spezza in due e che in dicembre-gennaio si fa risentire nei muscoli dei giocatori che chidono un attimo di pausa. Si tratta, lo si è detto, di una leggenda, ma come tutte le leggende ha un fondo di verità: e la verità, nel caso del Lecce, parla di una squadra che durante questo inverno non ha più vinto una partita passando dal quarto all’undicesimo posto.

Ieri la Reggina si è goduta le temperature ostili di questo inverno che, diciamola tutta, ha sembianze molto simili ad una breve maledizione. Perchè se è vero che il motore del Lecce non gira come due mesi fa, è altrettanto vero che due mesi fa la stessa prestazione sarebbe stata vittoriosa. Perchè difficilmente esce con punti in tasca dal Via del Mare una formazione che tira il pallone in tribuna dal primo minuto e che si presenta in area salentina una sola, misera, volta che ieri è coincisa con il rigore del pareggio calabrese. Altro la Reggina non ha fatto dopo aver subito la rete di Babù (risolutore di una azione da manuale ad alta velocità) e dopo aver cercato di tamponare gli assalti del Lecce per tutto il secondo tempo.

Quindi alle leggende occorre dare giusto valore. Lo sa bene Vucinic che ieri ha visto la sua ottima prestazione concretizzarsi in un clamoroso palo sullo 0-0 e in tre pazzesche occasioni a tu per tu con il portiere amaranto sull’1-1 finite miracolosamente sui suoi guanti. Resta una sola considerazione volgendo lo sguardo alla classifica: inverno o maledizione che sia, speriamo che passi presto…