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I lamenti di Galliani

Dal caldo alla criminalità...per dimenticare uno scudetto

La sfida Lecce-Milan giocata fuori dal campo di calcio inizia con la cravatta gialla di Galliani che fa a gara di fluorescenza con il suo capo ben lucido. Ai microfoni di Sky si lamenta del fatto che si debba giocare in una giornata con il cielo limpido e il sole caldo del sud. Vuoi mettere con le belle serate umide e nebbiose di Milano???

Per fortuna la tribuna della autorità a Lecce è coperta e la confortevole ombra permette al Presidente della Lega e al di lui figlio di seguire la partita. Peccato che i vicini di posto a metà incontro non gradiscano molto il fatto che la triade in nero stia plasmando atrocità arbitrali contro il Lecce. Quindi alla trentina di gradi centigradi si aggiungono una trentina di improperi: che giornataccia! Galliani&figlio decidono di lasciare quel luogo inverecondo e si rifugiano nella ospitale isola di Sky dove si lamentano dell’accaduto. I due seguono il resto della partita appollaiati, o meglio aggallianati, dietro i commentatori di Sky.

Nonostante i doni arbitrali, il Milan si fa raggiungere dal Lecce ed il pari è come un piccola forbicina che scuce lo scudetto dalle maglie rossonere. I microfoni sono nuovamente davanti alla cravatta gialla (ma un giallo ora più paglierino…) di Galliani che per una decina di minuti si lamenta ripetendo che Konan (giustamente espulso per una bruttissima entrata) è un criminale. Alla domanda sullo scudetto lasciato alla Juve la risposta è che Konan è un criminale. Quindi si passa al fatto che ora il Milan punterà tutto sulla finale di Champion’s e la considerazione è che Konan è un criminale. Galliani chiude la sua analisi della giornata augurando severità esemplare nei confronti di Konan….la stessa severità non augurata al suo Cafù quando due mesi fa mandò all’ospedale Cufrè della Roma. Vabbeh…forse c’era troppo caldo…