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Nomi, tornelli e rompicapo

Le chiamano norme anti-violenza......

Norme antiviolenza….sono chiamate così. Ogni anno ne spunta una nuova. L’importante è che siano geniali, estrose, stuzzicanti. Per questa stagione è spuntata quella dei biglietti nominali, con tanto di documento d’identità da mostrare al botteghino.
Domenica scorsa, in alcuni stadi, la norma era ancora applicata parzialmente, nel senso che l’addetto inseriva nome e cognome sul tagliando senza però l’obbligo di esibire il documento. In conseguenza di ciò, i tre tifosi accanto a me sugli spalti erano Panzerotti Luciano, Bellucci Monico e Manda Rino (…).

Nuova regola è anche quella dei cosiddetti tornelli per gli ingressi (in stile metropolitana). Ancora sono presenti in pochi stadi. Tuttavia occorre capire, vista la lentezza con cui avviene il flusso con questi attrezzi, come convincere il pubblico a presentarsi all’ora della colazione per non perdersi il posticipo serale. Senza contare le ingenti attrezzature mediche per coloro che subiranno danni, statisticamente certi, agli attributi.

Veri e propri rompicapo sorgono se si collegano due norme. Per esempio “non si possono acquistare i biglietti degli ospiti il giorno della partita” insieme a “il biglietto deve essere acquistato previa esibizione del documento d’identità del cliente” che impedisce di farsi comprare il biglietto da amici e parenti in loco. Quindi? Praticamente se io abito in Valle d’Aosta e voglio vedere il mio Lecce ad Ascoli, mi faccio una gitarella nelle Marche il venerdì, compro il biglietto, mi mangio una dozzina di olive ripiene, torno sulle Alpi, ritorno ad Ascoli la domenica di campionato. Comodissimo!!!!!!