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Intervista a GIAMPIERO RIGOSI

Giampiero Rigosi, ormai noto ai nostri lettori, per i numerosi interventi sui suoi testi, come sapete è stato mio ospite. Credevate che non ne avessi approfittato per l'intervista promessa? Eccola!

1) Chi è Giampiero Rigosi?

Un curriculum sintetico a uso dei lettori? Eccolo: laureato in filosofia, ex autista di autobus, romanziere e sceneggiatore, innamorato da sempre delle storie, che adora leggere ancor prima che scrivere.

Il libro che preferisci e perchè?

Questa è una domanda difficilissima. Però me l’hanno fatta tante di quelle volte che alla fine una risposta ce l’ho, anche se non so se è poi la verità assoluta. Diciamo: ‘Lo straniero’, di Albert Camus. Il romanzo che, alla fin
fine mi ha più colpito quando l’ho letto (almeno così mi pare di ricordare: ma è stato tanto tempo fa) e che continuo a rileggere con grande piacere.

Poi, tutte le volte, appena ho risposto, si affollano alla mente decine di altri libri, che reclamano la loro importanza.Tanto che, se fossi davvero costretto a portarmene dietro uno solo per salvarmi da un incendio, credo
che morirei carbonizzato e indeciso con tutta la biblioteca.

3) Cosa vuol dire scrivere dei gialli-noir?

Per me vuol dire assecondare una passione antica per l’avventura, per il brivido, per le atmosfere di volta in volta misteriose, torbide, spietate dei gialli di Poe e Conan Doyle, dei polizieschi di Hammett, Chandler e Simenon, dei noir di Goodis, Malet, Manchette e Patricia Highsmith.

4) Il tuo prossimo libro…

Il prossimo romanzo che vorrei scrivere sicuramente non è un thriller, e forse non è neppure un noir. O, se lo è, lo è solo in maniera tangenziale.

Però non è che posso parlarne tanto, perché altrimenti va a finire che non lo scrivo più.

5) Il mestiere di scrivere, qualche consiglio…

Consigli in pillole… è difficile! Be’, leggere tanto. E rileggere con attenzione. Provare a smontare i meccanismi: narrativi, stilistici, di costruzione dei personaggi… Insomma, non fermarsi a una prima lettura veloce e appassionata, ma tornare indietro e analizzare pazientemente i testi, cercando di ‘rubare’ qualche segreto agli autori che si amano. Qualche
consiglio? Cervantes, Tolstoj, Cechov, Hugo, Stendhal, Stevenson, Kafka, ma anche Hemingway, Joyce o Celine. Nelle loro pagine si possono imparare alcuni importantissimi accorgimenti e tecniche di scrittura.

6) Identità e narrazione, trovi qualche collegamento?

Questa poi è una domanda che meriterebbe, più che una risposta sintetica,una vera e propria discussione… Certo che ci sono collegamenti, e ben più d’uno. Per me, ad esempio, narrare è approfondire l’identità. Attraverso la descrizione delle tante e diverse caratteristiche psicologiche ed emotive dei personaggi che invento, riesco anche a osservare con più attenzione me stesso e coloro che mi sono vicini.

Così come leggendo storie di altri ho imparato -credo- a capire e amare gli uomini… così difficili da amare, a volte, nella realtà, che bisogna davvero ringraziare quegli autori che, con la loro immensa umanità, riescono a farci entrare nell’animo perfino di quei personaggi antipatici o fastidiosi, fino a farceli comprendere e amare almeno un po’.

7) Giampiero Rigosi e la scrittura, un amore iniziato… (se è amore)

E’ amore (e, come tutti i grandi amori, non è esente da conflitti), ed è nato prestissimo: sui banchi di prima elementare, o forse anche prima… In ogni caso, già da allora mi affascinava l’idea di divertire (o appassionare, sconvolgere, far inorridire, commuovere, tenere con il fiato sospeso) i miei
compagni di classe, attraverso la semplice invenzione di personaggi e di storie.

8) Un libro di uno scrittore contemporaneo italiano che tutti dovrebbero leggere…

Ancora un solo titolo? Facciamo così: i libri che ho amato molto (e che rileggo più spesso) sono: “Dialoghi con Leucò”, di Pavese, “Le città invisibili” di Calvino, “La cognizione del dolore” di Gadda. Però, come al solito, ho l’impressione di averne scordato uno importantissimo, e sono sicuro di averne tralasciati almeno cinque o sei di imperdibili…

9) Ti piacerebbe…

Riguardo alla scrittura? Be’, mi piacerebbe scrivere un libro importante, continuare a crescere come autore, e -perché no?- Vendere un milione di copie… Scherzi a parte, mi piacerebbe poter essere felice, riuscendo a integrare la scrittura nella vita. Ma questo è difficile. A volte si ha
l’impressione che la scrittura si nutra proprio di mancanza, di
disequilibrio, di disagio, se non addirittura di dolore, di aspirazione a qualcosa di irraggiungibile.

10) UN motivo ai lettori per frequentare questo sito?

La curiosità e l’interesse per i libri, ma anche per i discorsi, le chiacchiere e le osservazioni che si fanno su di loro.

Grazie Giampiero

Prego, ciao