Introduco brevemente parlando del suo ultimo romanzo, la sala è piena, la gente ansiosa, ha aspettato
Carlo inizia piano, poi prende il ritmo quasi subito e parla della sua attività di scrittore, parla della scrittura di genere, non più uguale ad un tempo, o perlomeno diversa da quella che è la concezione che abbiamo in mente di giallo, noir etc….
Il giallo oggi, dice Lucarelli, esplora anche altre profondità. Io mi domando, che cosa succederebbe ad un tipo così se lo metto in questa situazione?
Incantevole, in effetti, è stata l’ultima parte della serata pubblica nella quale ha parlato: dei meccanismi compositivi che lui utilizza raccontandoci un romanzo che ha appena scritto; del rapporto forte che c’è tra la sua scrittura e la musica che deve entrare come un refrain nel tessuto compositivo, un elemento descrittivo che aiuta a costruire l’ambiente; del rapporto con le altre attività che porta avanti, che sono marginali rispetto all’attività di scrittore che è la vera lente attraverso la quale guarda il mondo.
Un pubblico numeroso, appassionato ha accompagnato la serata, divertendosi molto, per dare la misura della generosità di Lucarelli, verso mezzanotte mi avvicino e gli sussurro “adesso concludo, devi ancora mangiare…” e lui: “no, finché ci sono domande, io non sono stanco”.
La serata è proseguita a casa mia, con pochi intimi ed un piatto di spaghetti piccanti.
Lucarelli risponde alle domande, ci parla di Celentano e degli altri scrittori… parliamo parliamo, fino alle tre quando ci lasciamo con la promessa che tornerà, per visitare Arezzo con più calma.

Marta Mazzolari








