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RaiLibro intervista Ruth Rendell

Giallo old style, la regina di questo genere si fa intervistare...

Di passaggio a Roma per un cocktail d’autore, che festeggia l’edizione italiana della sua ultima storia d’investigazione La bottega dei delitti, la decana del giallo Ruth Rendell si lascia sottoporre al rito dell’intervista.

D. Il negozio d’antiquariato gestito dalla vedova Ferry e sopra il piccolo condominio in cui si aggira un assassino dal soprannome feroce: Rottweiler. Ancora un mistero, ancora un’investigazione, ancora una comunità chiusa. Così come chiusa è la piccola città di Kingsmarkham, il luogo in cui sempre si svolgono le indagini del suo detective più famoso, l’ispettore Wexford. Perché questa predilezione per le ambientazioni ristrette?

R. Non c’è nessuna ragione particolare: questa è solo una caratteristica che ricorre spesso - e non necessariamente - nei miei romanzi. In effetti credo che le comunità chiuse mi calzino meglio. Ho l’impressione che così i lettori riescano a comprendere di più i personaggi, ad affezionarsi a loro e ai loro luoghi, senza essere distratti da altri particolari.

Leggi tutta l’intervista su Rai Libro

http://www.educational.rai.it/railibro//interviste.asp?id=211

Leggi un brano da La bottega dei delitti:

La Jaguar era parcheggiata all’angolo della strada di fronte al negozio, tra la statua di un dio greco e un vaso ornamentale. La circostanza che la parola ‘jaguar’ evocasse alla mente della maggior parte delle persone l’immagine dell’automobile e non quella della belva, la diceva lunga sul mondo in cui viveva, rifletté Inez. L’animale, nero, dalle fattezze di un cane di grossa taglia, un tempo creatura della giungla, era stato ucciso e imbalsamato da un cacciatore per diletto, antenato di quel tipo che il giorno prima glielo aveva portato al negozio chiedendole dieci sterline. Poi aveva finito per fargliene dono, con la giustificazione che era imbarazzante tenere in casa roba del genere, peggio che indossare una pelliccia.