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GEORGE SIMENON: dalla Guida in Giallo e Noir

Autore oltremodo prolifico, è il padre del Commissario Maigret, e ha scritto più di duecento romanzi, arrivando a stendere fino a ottanta pagine al giorno. Su gentile concessione di Progetto Babele.

Nato a Liège in Belgio nel 1903 Georges Simenon è universalmente noto per essere il padre dell’ ispettore Maigret ma in realtà fu uno scrittore assai prolifico e scrisse più di duecento romanzi, di cui soltanto un’ottantina sono incentrati attorno alla figura del poliziotto parigino. In totale si stima che abbia venduto più di cinquecento milioni di copie dei suoi libri che furono tradotti in cinquanta lingue differenti.
Alla morte del padre, era il 1921, Georges dovette abbandonare gli studi ed iniziò a lavorare, prima come fornaio, poi come assistente in un negozio di libri ed, infine, come giornalista per il periodico locale.
Dotato di una incredibile facilità di scrittura - poteva terminare un romanzo in una settimana - pubblicò il primo libro a diciassette anni. Nel 1922 si trasferì a Parigi dove l’anno successivo si sposò per la prima volta.
Assunto come segretario dal ricco Marchese di Tracy, negli anni tra il 1923 ed il 1939 visse in Francia dove la sua popolarità come romanziere si diffuse molto rapidamente, in questo periodo scrisse più di 200 opere pulp sotto vari pseudonimi ed i primi diciannove romanzi del ciclo di Maigret (1931-1934). Primo dei romanzi di Maigret fu The Strange Case of Peter the Lett (1930) fu anche il primo libro che l’autore firmò col proprio nome.
Fu amico della leggendaria Josephine Baker (conosciuta nel 1925, quando recitava La revue Nègre), negli anni ‘28 e ‘29 visse su una casa-battello navigando attraverso Francia, Germania ed Olanda, ancora, nel 1934 intraprese una crociera attorno al mondo.
Durante l’occupazione nazista Simenon fu nominato responsabile dei rifugiati Belgi a La Rochelle e continuò senza interruzione la propria carriera (ben nove film tratti da suoi libri furono girati in quegli anni).
Questo suo atteggiamento gli valse l’iscrizione nella lista dei collaborazionisti e nel 1945 fu costretto a trasferirsi, in un esilio volontario che durò fino agli anni ‘50, negli Stati Uniti.
Qui incontrò la canadese Denyse Ouimet, che doveva divenire il grande amore della sua vita. Nel 1955 Simenon tornò in Europa a si stabilì in Svizzera.
Nel 1964 Denise entrò in una clinica psichiatrica dove sarebbe morta, Georges aveva da poco iniziato una relazione sentimentale con la propria cameriera ed anche la figlia Marie-Jo si sottopose nel 1966 al primo di una lunga serie di trattamenti psichiatrici che sarebbero culminati con il suicidio del 1978, suicidio per del quale lo scrittore ritenne sempre responsabile la moglie Denise.