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IO UNA POESIA TU MI PAGHI UN'ARANCIATA

Bene, devo ammetterlo... non ho resistito, dovevo segnalarvi il mio nuovo libro di poesie: IO UNA POESIA TU MI PAGHI UN'ARANCIATA, edito da Zona e in libreria dai primissimi giorni di settembre... se ne avete voglia ordinatelo in libreria, se vi piace diffondetelo... scatenate il passaparola

Visto che sono in imbarazzo a parlare da solo del mio libro di poesie lascio parlare alcuni bravi dalla postfazione di Simone Giusti:

Federico Batini è un poeta come tanti; uno di quelli che potrebbero annotare i loro versi sulle agende o nei diari, in quaderni da conservare in attesa di un amico fidato o in sms amorosi, su file da archiviare. Unici, semmai, sono i testi che scrive, irripetibili e immobili sulle pagine del libro. Federico Batini è, tra i tanti poeti, l’unico che ha scritto questi testi. È per questo che, se lo hai letto davvero, il libro ti ha colpito.

Cercherò, in breve, di spiegarne i principali motivi….

Il libro ti è piaciuto perché, non avendo letto mai una poesia se non a scuola – tu devi essere uno di quegli amici del poeta che hanno ricevuto il testo in omaggio, – non credevi sarebbe stato così facile. Adesso sei soddisfatto, perché non è poi così difficile fingere che hai letto le poesie: puoi addirittura parlarne, esprimere un tuo parere, un’opinione. Non c’è bisogno che ti neghi al telefono. Qualcosa ti è sfuggito, ma la conoscenza diretta del poeta ti avvantaggia. Hai addirittura scoperto aspetti del suo carattere e del suo passato che non conoscevi e non ti aspettavi…

Il libro ti è piaciuto perché giochi a carte come Patrizia Cavalli, perché contempli la laguna di Orbetello come Franco Marcoaldi, perché per imparare a masturbarti non hai avuto bisogno di leggere Antonio Turolo, e ciononostante hai amato le sue poesie uscite nel Sesto quaderno di poesia italiana. Ti è piaciuto perché ancora credi che la signorina Felicita sia
un’amica di nonna Speranza e perché l’idea di camminare a fianco di Sandro Penna ti sembra strepitosa (come, d’altronde, hai sempre trovato geniali le poesie che Morrisey scriveva per gli Smiths, le sue immagini di Keats, Yeats e Wilde at the cemetry gates).

Ti è piaciuto perché ti piacciono gli aforismi. Anche quelli delle cartine dei cioccolatini. La scrittura aforistica ti ricorda la necessità di essere breve, rapido, icastico come un fotografo e sonoro come un cantante pop-rock. Una via di mezzo tra Wim Wenders autore di Una volta e la colonna sonora di Until the end of the world. Perché non ti leggi un po’ di prose brevi? O forse sei già un estimatore del Pignagnoli?

Ti è piaciuto perché trovi buona l’idea di una filologia di sé stessi. Pensi che riprendere il filo di sé sia necessario e che solo le parole, le frasi, le narrazioni e i canti possano, attraverso la scrittura, costruire un percorso, dare un senso, una direzione che altrimenti non c’è. Ci avevi pensato, forse, ma ora ti è più chiaro: hai il potere di cambiare il mondo, di fartelo piacere. Tu puoi costruire e decostruire, sdipanare e addipanare il filo.

Ti è piaciuto, e continuerà per questo a farti compagnia, perché il vario disporsi dei suoni e dei ritmi alla Frankie hi-nrg e i calembours di Daniele Silvestri sono il tuo pane quotidiano, il sound (o il beat?) che tiene saldo alla tua vita un capo del filo del racconto. Sei uno di quei personaggi superficiali – poco apprezzati dagli intellettuali – che passano il tempo davanti allo schermo di un pc, scrivendo, leggendo, ascoltando musica e subendo immagini e parole. Sei la leggerezza e la fatica, i tuoi pezzi si stanno sfaldando e anche se tutto è solo un continuo fuggire, hai ancora la forza di battere il tuo tempo.

Federico Batini insegna e si occupa di narrazione, orientamento e formazione. Ha pubblicato numerosi saggi sull’orientamento narrativo, sulla formazione, sull’educazione in genere. Tra le pubblicazioni in ambito letterario: Narrazione e invenzione (con S. Giusti e G. Del Sarto, 2007), Ho diritto ai diritti (a cura di F. Batini e S. Giusti, 2004) e la raccolta poetica Dopo Klez-e (2003). Ha ideato e curato il word stage di Arezzo Wave dal 2001 al 2006; dal 2007 Word play, di Play Arezzo Art Festival. Ha ideato e dirige il Festival Narrazioni e ha fondato e dirige la Scuola di Narrazioni Arturo Bandini di Nausika (www.narrazioni.it).