
Arthur Conan Doyle, universalmente riconosciuto come uno dei fondatori del genere giallo e maestro in particolare del filone deduttivo, non fu soltanto il padre della celeberrima saga di Sherlock Holmes, ma un autore prolifico e instancabile che diede vita a una vastissima produzione, spaziando dall’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici. Tra il 1887 e il 1889, quando era ancora soltanto un medico squattrinato, il giovanissimo ma già promettente scrittore compose un’opera d’impianto misterioso e fantastico, Il mistero di Cloomber, un romanzo avvincente e suggestivo, espressione di una vena narrativa cui Conan Doyle si dedicò per tutta la vita con passione e costanza.
L’irresistibile vicenda si snoda in un’atmosfera magnetica, tra scogliere nordiche e scenari orientali: in una landa scozzese, desolata e battuta dai venti, approda un giorno un generale britannico, un uomo furtivo e misterioso giunto da lontano per fuggire un’implacabile punizione, un oscuro pericolo d’una natura tale da non poter essere scongiurato né allontanato. Nessuno sa quale sia l’oscura colpa che ossessiona il maggiore Heatherstone, ma dal momento del suo arrivo la solitaria torre di Cloomber comincia a essere scossa da inspiegabili eventi. Presagi funesti e oscure presenze si avvicendano con ritmo crescente. E in una notte di tempesta, approdano miracolosamente sulla costa tre mistici orientali…
Il mistero di Cloomber, opera degli esordi troppo spesso sconosciuta, è un romanzo avvincente e d’ampio respiro, che unisce in un equilibrato impianto narrativo il contegno misurato e razionale dell’uomo di scienza alla mite ammissione dei limiti della cultura occidentale.
Arthur Conan Doyle
Il mistero di Cloomber
Tranchida Editore 



Marta Mazzolari








