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Una giostra di illusioni: "La grande sera" di Giuseppe Pontiggia

Colpisce subito allo stomaco questo romanzo di Pontiggia. E con una forza magnetica mostra immediatamente il suo splendido paradosso. Immaginate infatti come sarebbe un libro il cui protagonista assoluto è...


“Attese altri quindici minuti sdraiata sul letto, lo sguardo al soffitto inclinato della mansarda, le mani sulla coperta, attenta a qualunque rumore salisse dalle scale. Poi cominciò ad avere paura.
Non era mai arrivato in ritardo.”

Colpisce subito allo stomaco questo romanzo di Pontiggia. E con una forza magnetica mostra immediatamente il suo splendido paradosso. Immaginate infatti come sarebbe un libro il cui protagonista assoluto è uno scomparso, un fantasma che non ha lasciato alcuna traccia di sé. Sembrerebbe assurdo e invece è proprio questo il postulato geniale su cui poggia il romanzo di Giuseppe Pontiggia “La grande sera”. Un romanzo bellissimo, che nel 1989 valse all’autore il noto Premio Strega.

La trama è semplicissima quanto intrigante. In un tardo pomeriggio di giugno, mentre in una metropoli tiepida le strida degli uccelli si mescolano al rumore del traffico, un uomo sparisce nel nulla. Di lui non v’è traccia. Una donna lo attende alla finestra di un piccolo appartamento in cui erano soliti darsi appuntamento, e osserva sul marciapiede in basso gli uomini minuscoli che attraversano il viale, sparendo e riapparendo tra gli ippocastani e in lontananza il suo studio, all’ultimo piano di un grattacielo, con i vetri che luccicano al tramonto nella bruma rosata. Ma invano. L’uomo è scomparso e non v’è alcuna speranza che faccia ritorno.

Forse cercava una nuova vita. Forse l’ha trovata. O forse no. Impossibile saperlo, ma questa scomparsa improvvisa ed eclatante è una molla che fa scattare una piccola giostra di personaggi che iniziano a dargli la caccia. Mogli, amanti, parenti, colleghi. Una galleria di anime morte, di personaggi squallidi, vittime e protagonisti di una società che cela dietro le illusioni il suo vuoto reale e che Pontiggia ritrae in modo nitido e spietato.

Una satira amara a cui nessuno è immune, nemmeno il protagonista stesso, questo scomparso tutt’altro che impeccabile e di cui poco a poco emergono le ombre, ma meritevole semmai di aver spezzato il corto circuito di un’esistenza ormai priva di significato.

La scrittura di Pontiggia è densa e curatissima e custodisce come sempre una densità di pensiero che sfiora l’aforisma. Conferma di uno scrittore di fama, premiato ripetutamente per l’autenticità della sua scrittura.

Giuseppe Pontiggia
La grande sera
Oscar Mondadori
2009