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Ma nei gioielli brillava la disperazione, come non avrebbe potuto crescere sugli alberi, né sul legno, né sulle fronde...

Il Premio Nobel 2009 per la Letteratura, come si ricorderà, è stato vinto in quest’ultima edizione dalla scrittrice di lingua tedesca ma originaria del Banato rumeno Herta Müller. Una vittoria che ha[...]

Il Premio Nobel 2009 per la Letteratura, come si ricorderà, è stato vinto in quest’ultima edizione dalla scrittrice di lingua tedesca ma originaria del Banato rumeno Herta Müller. Una vittoria che ha posto sotto i riflettori un’autrice che in Italia era pressoché sconosciuta e pubblicata da una piccola casa editrice, la Keller Editore.

Un silenzio del tutto ingiustificato perché la Müller è una grandissima donna - licenziata dal suo lavoro di traduttrice per essersi rifiutata di denunciare gli amici alla Securitate, la polizia segreta del regime di Ceauşescu - e una scrittrice eccezionale.

Il libro che l’ha resa famosa, “Il paese delle prugne verdi”, non è certo un’opera da consumare nello spazio di un rumoroso viaggio in metro né di in una spensierata quanto distratta attesa; non è un libro da spremere e gettare in un angolo ma da assaporare lentamente e lasciar decantare. Le parole di Herta Müller non arrivano dirette alla mente, ma sedimentano nel profondo, evocative, per depositare proprio lì il loro senso più autentico. “Uno stile evocativo e immaginifico che riesce a trovare e far scaturire la poesia persino dal degrado materiale e spirituale di un’intera nazione” così l’ha definito qualcuno.

La storia raccontata è ambientata infatti negli anni più oscuri e sinistri del regime di Ceauşescu, anni in cui gli interrogatori sistematici della polizia segreta, i pedinamenti e gli atteggiamenti intimidatori si intrecciano a misteriosi suicidi. Qui quattro ragazzi, uniti dalla morte improvvisa di una ragazza di nome Lola, legano i loro destini, tra desiderio di libertà e dolorosa solitudine.

Una storia fin troppo concreta, fin troppo disperata, che Herta Müller ci restituisce con la poderosa leggerezza della poesia.

“Una tappezzeria simile non l’avevo mai vista. Viene dalla Germania, disse Teresa. La sua bocca era color sangue a causa dei lamponi. Anche la scodella sul tavolo. Accanto c’era una mano di porcellana aperta. A ogni dito c’erano degli anelli di Teresa. Sopra il dorso della mano e nel palmo pendevano collane di Teresa, anche quelle della sarta.
Senza i gioielli la mano sarebbe stata come un albero deforme. Ma nei gioielli brillava la disperazione, come non avrebbe potuto crescere sugli alberi, né sul legno, né sulle fronde”.

Autore: Herta Müller
Titolo: “Il paese delle prugne verdi”
Keller Editore, 2008
Euro 16,00



La scrittrice Herta Muller vincitrice del Premio Nobel 2009