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Dalla A alla Z, tanti racconti quanti i sentimenti umani: i Sillabari di Goffredo Parise

Nel 1970 Goffredo Parise ormai è uno scrittore affermato. Ha poco più di quarant’anni, ha collaborato con Federico Fellini per la realizzazione di alcune scene di “Boccaccio ‘70” e “Otto e[...]

goffredo parise scrittoreNel 1970 Goffredo Parise ormai è uno scrittore affermato. Ha poco più di quarant’anni, ha collaborato con Federico Fellini per la realizzazione di alcune scene di “Boccaccio ‘70” e “Otto e mezzo”, ha già pubblicato molte delle sue opere più famose, tra cui “Il prete bello”, e il largo pubblico lo conosce per la sua attività di giornalista corrispondente, perennemente in viaggio tra Cina, Vietnam, Biafra, Laos, Cile, Malesia, New York, Londra, Parigi, Giacarta, Tokio e Mosca.
Insomma non si può certo dire che sia una figura di secondo piano, anzi, vicentino di origine frequenta intellettuali, scrittori, registi e pittori della Roma degli anni Sessanta.
Nel pieno della sua carriera e a circa 15 anni da quella morte fulminea che lo farà scomparire prematuramente a soli 57 anni, ha una folgorazione improvvisa.
Una mattina scorge dalla finestra di casa un bambino intento a sfogliare un sillabario e così gli viene l’idea per un’opera tanto semplice quanto ambiziosa: creare una raccolta di racconti che definisca, in ordine alfabetico, tutti i principali concetti e sentimenti relativi all’esistenza umana.
E’ così che nascono i celebri “Sillabari”, un’opera meravigliosa che mostra la più alta espressione del grandissimo talento di questo scrittore straordinario.
I “Sillabari n.1”, da Amore a Famiglia, uscì nel 1972; il secondo volume, da Felicità a Solitudine, esattamente dieci anni dopo, preceduto da una nota dell’autore che confessa con grande umiltà di non poter più andare avanti.


Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi, e non ha discendenti. Mi dispiace ma è cosi. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore. (Goffredo Parise, gennaio 1982)

Tuttavia non si può considerare questo libro, con la sua successione di quadri essenziali e dannatamente perfetti, come un’opera incompiuta. E’ talmente tanta l’intensità con cui Parise riesce a tratteggiare con pennellate lievi ma studiate le fondamenta più profonde dell’essere umano che ciascun racconto è già un assoluto. E vale davvero la pena di leggere questi scorci di vita che non scivolano addosso ma affondano le radici laddove attecchisce la pura poesia.

Pier Paolo Pasolini, Laura Betti e Goffredo Parise

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