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Wilbur Smith, Il Fabbricante di Avventure

“Guardare la CNN non è esattamente come leggere un libro. Non c’è niente di romantico, avvincente o affascinante nelle dirette televisive dei conflitti a fuoco. E le mitragliatrici a infrarossi sono un po’ diverse dalle sciabole dei corsari.”

Ogni suo libro balza in cima alle classifiche, ogni sua produzione è, immancabilmente, un Best Seller, ha venduto oltre cento milioni di copie, il suo nome, assieme a quello di Sthepen King, di John Grisham e di pochissimi altri, è scritto a lettere d’oro  nell’Olimpo degli Scrittori Miliardari, tutte le sue avventure sono ambientate in Africa, scrittore prolifico e immaginario, Wilbur Addison Smith non lascia nulla al caso, ogni opera gli costa un anno di lavoro e non è mai inferiore alle mille pagine.

 

Di se stesso dice “In realtà io non sono un pittore di miniature, preferisco dipingere la Cappella Sistina, preferisco il respiro ampio”.

 

Predilige il passato Wilbur Smith, la sua Africa, ambientazioni esotiche e suggestive, avventure e personaggi alla Jack London, oltre mille pagine per ogni libro, che sanno come condurre per mano il lettore in un mondo misterioso, titoli suggestivi e atmosfere da sogno per romanzi avvincenti, intriganti e indimenticabili. Il Destino del Leone, Monsone, Orizzonte, Il Trionfo del Sole, Stirpe di Uomini. Anche il più pigro dei lettori si fa tentare da Wilbur Smith, nonostante la mole non indifferente delle sue opere.

 

Dal 1964 ad oggi, in oltre 40 anni di onorata carriera e di strepitosi successi, lo scrittore ha sempre ambientato le sue avventure nell’esotico Sud Africa, il suo paese, Smith ha dichiarato che non utilizzerebbe mai per un suo romanzo in un luogo che non conosce, ma nonostante il palcoscenico sia lo stesso, cambiano continuamente attori, interpreti, epoche e nostalgie.

 

Wilbur Smith ha scritto storie sugli antichi Egizi, sui cercatori di diamanti, sui cacciatori di elefanti, sulle guerre di confine, sull’aparthaid, ha creato saghe familiari, storie d’amore, avventurose sfide, confronti agghiccianti tra l’uomo e la natura, dal 3000 avanti Cristo fino ad oggi ogni suo romanzo è sempre uguale, ma sempre diverso.

 

Lo scrittore è dotato della straordinaria capacità di calarsi totalmente, lui per primo, nelle sue storie, creando immedesimazioni perfette con i suoi personaggi, riuscendo a respirare l’atmosfera, il clima, a calarsi nel ruolo psicologico, per questo le sue opere sono così reali, struggenti, nostalgiche e cariche di energia.

 

Sono romanzi storici i suoi, con dettagli circostanziati, perfettamente ricreati nei minimi particolari, mai un’imprecisione, o una nota fuori posto, per Wilbur Smith “Scrivere Romanzi Storici vuol dire entrare in mondi psicologici diversi, in diversi modi di pensare, comunicare, esprimersi. Immedesimarsi, diventare un altro. Più volte, anche nello stesso libro.”

 

Per la poliedricità delle sue opere, per il minuzioso lavoro di ricerca che ognuna di esse richiede, per la diversità sorprendente di ogni romanzo dal precedente, Smith è spesso stato accusato di usare dei Ghost Writer, degli scrittori a pagamento che svolgessero per lui il lungo e noioso lavoro di ricerca e documentazione, e dessero vita allo scheletro dell’opera.

 

La verità è invece che Wilbur Smith è un uomo rigoroso, metodico e organizzato. Un anno di lavoro ininterrotto, 6 ore di scrittura al giorno, dalle 8 di mattina alle 15 del pomeriggio, fino al completamento dell’opera, e poi un anno di riposo, di viaggi, di esplorazioni, di approfondimenti e di documentazioni per mettere a punto il nuovo progetto dell’anno successivo.

 

Un grande professionista, un uomo profondamente appagato dal suo lavoro, uno scrittore che certo ama il lusso e il benessere economico che gli vengono conferiti dalla sua strabiliante produzione, ma che ama di più il suo mestiere, la scrittura.

 

Uno scrittore innamorato del passato, capace di ammantare ogni sua storia di una soffusa nostalgia per i tempi antichi, come confessa egli stesso.

 

 “Con questo non voglio dire che vorrei ritornare ai giorni di mio nonno, quando qualsiasi viaggio doveva essere intrapreso con un carro trainato dai buoi e durava mesi e mesi, ma dovremmo cercare di essere più consapevoli dei pericoli insiti nel considerare la vita, la morte o la guerra come cose troppo facili.”

 

Anche le comunicazioni sempre più rapide e la possibilità di viaggiare che hanno i giovani oggi, comunque, non soddisfano a pieno, non appagano lo spirito. Per cui c’è il desiderio diffuso di tornare a scenari più romantici e meno realistici, come quelli di un bel libro di finzione storica.”

 

Dunque uno scrittore appassionato, capace di raccontare storie incredibili, di avvincere il lettore dalla prima all’ultima pagina, per oltre mille pagine, e chi legge sa che non è certo cosa da poco.

 

Ma se per caso finora Vi è sfuggito, se non avete mai sperimentato questa emozione, ebbene fatelo adesso, lasciateVi tentare da colui che al momento è il migliore e il più convincente Fabbricante di Avventure.

 

Sabina Marchesi