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Yule, la festa di Wicca

Yule è una delle otto feste maggiori celebrate nella Wicca. Le sue origini sono molto antiche; risalgono, infatti, alle celebrazioni degli antichi egiziani che duravano dodici giorni e in cui si festeggiava la rinascita di Oro. A cura di Alessandra Menegatti.

Le fronde degli alberi venivano decorate insieme a tutto ciò che era visibile a simboleggiare la loro gioia e la costante crescita spirituale. Dall’Egitto si diffuse prima in Mesopotamia, in Persia e in Grecia per poi arrivare a Roma (i famosi Saturnali) e con esso anche in tutta Europa.  Si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e attraverso l’accensione di falò si sosteneva la sua rinascita.

 

Yule (che si pronuncia ju:l) deriva da una parola scandinava, ossia Jul, che significa ruota e viene festeggiata tra il 21 e il 22 Dicembre.

 

E’ il solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno ma anche l’ultima. Dal giorno seguente, infatti, la notte diventerà via via sempre più breve lasciando maggior spazio al giorno. Rappresenta un momento di passaggio in cui l’oscurità arriva al suo apice per poi cedere il suo posto alla luce.

 

Osservando la natura ci si rende conto che, anche nel riposo che contraddistingue questo periodo, una leggera scintilla arde e presto la primavera e con essa la fertilità della terra ricomincerà di nuovo.

 

E’ il dono della luce racchiuso, circondato e protetto dall’inverno che si avvicina e che splenderà in tutto il suo fulgore più avanti ma che è già presente in questo periodo. Si dà il benvenuto al Sole che ritorna e allo stesso tempo ci si prepara anche a un risveglio interiore che coinvolge il nostro stesso spirito.

 

A Yule  si festeggiano e si ricordano molti miti, quello della rinascita del Dio dal ventre della Dea o quello della battaglia fra il Re Agrifoglio (che rappresenta l’anno appena trascorso) e il Re Quercia (l’anno che viene) in cui il secondo vincerà sul primo.

Si celebra anche la morte del vecchio Sole e la nascita del Sole bambino ma indipendentemente dalla sfumatura che si preferisce dare a questa festa rimane un periodo di morte, di trasformazione ma soprattutto di rinascita.

 

Le tradizioni legate a questa festa sono molteplici (e tutte deliziose…):

-         ci si alza all’alba per rendere omaggio al nuovo sole

-         si decora la casa con piante

-         si crea una ghirlanda (simbolo della Ruota dell’Anno) con arance, noci e stecche di cannella

-         si crea una collana di boccioli di rose e stecche di cannella

-         si confezionano sacchetti di spezie profumati da appendere all’albero di Yule

-         si accendono candele (rosse, bianche e verdi)

-         si aromatizzano mele e arance con i chiodi di garofano da appendere poi all’albero

-         si creano con la pasta di sale delle figurine che rappresentano il sole che verranno poi all’albero

-         si creano degli oli o degli incensi

-         si sfornano dolci e biscotti, si mangiano noci e frutta, si beve sidro o birra

-         si accende un ciocco di albero (di solito di quercia o di pino) ornato con rametti vari e farina (che simboleggia il sole e l’abbondanza) [è tradizione conservare una parte del ciocco per accendere quello dell’anno a venire]

-         si prende un ramo e gli ospiti vi attaccano i loro desideri scritti su foglietti di carta, poi si brucia ramo e sogni insieme al ciocco

-         si addobba l’albero di Yule con dolci, con nastri colorati e immagini del sole.

-         si festeggia in gruppo davanti al camino o a un falò, si prega e si onorano le divinità

 

Yule è una festa bellissima che andrebbe condivisa (al contrario di altre che sono più introspettive) e che dura da un’immensità di anni. Celebrando Yule nel nostro tempo portiamo avanti qualcosa che è antico e magico al tempo stesso.

 

Felice Yule a tutti.

 

Menegatti Alessandra