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Il Viaggio di Aelin di Egle Rizzo

Una ragazza saggia e coraggiosa, un mago che gioca con i varchi dimensionali e una giovane scrittrice appassionata di fantasy che non può passare inosservata.

IL VIAGGIO DI AELIN di EGLE RIZZO

Solletica il desiderio nascosto di ogni aspirante scrittore l’input iniziale che da il via al romanzo di Egle Rizzo, studentessa di lettere palermitana reduce dal successo del suo primo romanzo scritto a soli diciassette anni.

Un fantasy in piena regola che segue gli schemi classici mixando abilmente elementi nuovi e atipici come l’ipnosi, introdotta da Freud ad inizio novecento per curare le isterie, di cui l’autrice fa uso al fine di cogliere la psicologia dei personaggi conducendo una sottile e quasi impercettibile analisi delle loro azioni, delle loro scelte e dei loro desideri.

Per l’atmosfera mistica e misteriosa, il coraggio degli eroi, l’ambientazione, ma soprattutto per la nomenclatura di luoghi e personaggi è inevitabile il richiamo ad una delle opere fantasy per eccellenza: Il Signore degli Anelli di J. R. Tolkien. Qualche esempio? Isengrin il mago antagonista, nel libro di Tolkien è Isengard, la città magica di Saruman, il traditore; la guerriera Moira, in Tolkien è Moria, la città dei nani, e il fiume Aran è Aragorn, sovrano di Gondor.

Con uno stile semplice ma a volte troppo scolastico, privo di enfasi e di un ritmo incalzante, in particolare nella descrizione di duelli e combattimenti, la Rizzo catapulta la giovane scrittrice Aelin all’interno del romanzo che sta scrivendo, in un mondo magico popolato di stregoni, cavalieri e draghi; in viaggio alla scoperta di regni lontani da lei creati, plasmati come un panetto di creta, e imprese eroiche che le si rivelano, capitolo dopo capitolo, una continua sorpresa.

Ciò che, infatti, può sembrare bizzarro agli occhi del lettore è proprio il fatto che la protagonista- scrittrice si trova a dover vivere avventure da lei non ancora narrate, eventi che si evolvono indipendentemente dalla volontà del loro creatore e in maniera del tutto inaspettata, la comparsa sulla scena di personaggi sconosciuti e comunque non “previsti” e il sorgere, nell’animo di Aelin, di interrogativi che la escludono dall’essere una scrittrice omniscente, come afferma lei stessa: “Non so proprio in che modo la storia potrà evolversi”

Un’ arma, nelle mani dell’autrice, a doppio taglio.

Se da un lato questa è la prova che lo scrittore non è un mero cronista compilatore di fatti già accaduti, ma è colui che si lascia trasportare dagli eventi ignaro di quello che lo aspetta alla pagina successiva, colui che vive gli stessi sentimenti e la stessa meraviglia dei suoi personaggi,

dall’altro lato la Rizzo scinde la protagonista, o meglio, la scrittrice, dalla sua stessa opera, la esula dall’idea di partenza da cui è scaturita tutta la storia e la pone allo stesso livello degli altri protagonisti chiamandola, oltretutto, “Terrestre” accentuando ulteriormente il distacco e dando un’impressione di un viaggio extraterrestre in realtà mai avvenuto.

Leggendo, infatti, ci si rende conto che Egle Rizzo non fa alcun riferimento a viaggi su altri pianeti, ne la protagonista ambienta il suo romanzo al di fuori del pianeta Terra. Una Terra diversa, certo, magica, con città, popoli e tradizioni che esistono solo al di là dei varchi dimensionali tra fantasia e realtà, ma pur sempre Terra.

È un romanzo piacevole, punteggiato di ironia e intriso di codici medievali tipici dei romanzi cortesi e del ciclo Bretone che lo rendono suggestivo e a tratti fiabesco conservando comunque, nella protagonista, lo stile di vita e le abitudini dei primi anni del duemila.

Il Viaggio di Aelin

Egle Rizzo

Casa Editrice: Dario Flaccovio Editore

Anno di Edizione: 2005 Ceriani Cinzia

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