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Il viaggio di Shakespeare

Ecco il più esuberante dei romanzi di Léon Daudet e, certamente, il più rappresentativo della sua personalità.

Questo Shakespeare, che compie un gran viaggio nel corso del quale incontra praticamente tutto quello che riverserà nella sua opera, è anche e soprattutto un ritratto dello stesso Daudet, quanto meno della sua sensibilità.

Il romanziere ha gettato tutto sulla bilancia: le immense letture, le riflessioni critiche, l’amore per la vita e quell’istinto vagabondo che lo spingeva ad appropriarsi del mondo intero.

Mancava ancora una visione critica del mondo, ma quando pubblicò il Viaggio, nel 1896, non aveva che ventinove anni.

La qualità dello stile, il talento visionario sono i pregi maggiori del libro dove s’intrecciano il ricordo dello Shakespeare di Victor Hugo e l’intuizione della critica moderna.

Léon Daudet

Nato a Parigi nel 1867, morto a Saint-Rémy-de-Provence nel 1942, figlio di alphonse Daudet. Dopo studi di medicina, diventa giornalista e scrittore. Nel 1908 fonda il quotidiano “L’Azione Francese” con Charles Maurras. La tragica morte del figlio Philippe, nel 1923, lo porta a scrivere articoli molto duri che gli valgono una condanna. Viene condotto in carcere nel 1927, evade, passa due anni in esilio in Belgio. Dal 1919 al 1924 era stato deputato. Romanziere e saggista, Daudet è entrato nell’Accademia Goncourt nel 1897.

Pagg. 384

Euro 18,00

ISBN-13

978-88-7371-318-0

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