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Serendipità, Istruzioni per l'Uso

Un saggio dotto ma dal taglio molto leggero guida il lettore alla scoperta di una parola che è diventata improvvisamente molto popolare: serendipità.

Mongai va alla ricerca dell’origine del termine, attraverso la sconfinata bibliografia che ha variamente utilizzato questa parola quasi magica.

Coniata intorno alla seconda metà del ’700 da Horace Walpole, trae origine dal titolo della fiaba “I tre principi di Sarandib”, e indica la facoltà di compiere felici e inaspettate scoperte.

Ma è mai stato pubblicato? Questo libro, apparentemente introvabile, nasconde un mistero sosprendente, che Mongai svela al lettore.

IN APERTURA UN PICCOLO TESTO DI UMBERTO ECO

Massimo Mongai

Autore ormai di culto, ha esordito con “Memorie di un cuoco ‘astronave” (Mondadori), vincitore del Premio Urania.

Pubblica successivamente “Il gioco degli immortali” (Mondadori) e “Tette e pistole”

(Malatempora).

Con la Robin Edizioni ha già pubblicato “Memorie di un cuoco di un bordello spaziale”

(2002), “Cronache, non ufficiali, di due spie italiane” (2003), “Il Fascio sulle Stelle di Benito Mussolini” (2004), “Alienati” (2005), e nella collana “I luoghi del delitto”: “La memoria di Ras Tafari Diredawa” (2006) e “Ras Tafari Diredawa e il fiore reciso”.

Con le edizioni della Scuola Omero ha pubblicato nel 2005 “Che drago sei?”, un bestiario fantastico.

Oltre a scrivere romanzi collabora con alcune riviste, tra cui la prima rivista italiana dedicata al mondo del giallo “Il Falcone Maltese”.

ISBN

978-88-7371-355-5 Pagg. 144

Euro 10,00

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