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I cuscini da preghiera di carne di Robert Irwin

Nel cuore di Istanbul c’è il palazzo imperiale, e nel palazzo una stanza detta la ’Gabbia’, dove i figli del sultano trascorrono l’adolescenza, in attesa di essere iniziati alla vita di corte. Quando Orkhan ne esce, scopre di essere il prescelto per succedere al padre.



In quel palazzo isolato e inquietante, una serie di misteriose fanciulle dell’harem attende impaziente di educarlo alle “cose dell’amore”.
C’è Anadil, che gli mostra come ritardare l’acme del piacere sessuale congiungendosi su un letto di ghiaccio. Perizade, in grado di predire il futuro tramite l’antica arte della fallomanzia. Mihrimah, che insegna a intensificare il godimento attraverso la disciplina dello Sguardo doloroso. Roxelana, la domatrice di pantere del serraglio, che invita Orkhan nel suo regno di fruste e catene.
Il palazzo, insomma, sembra essere interamente edificato con i sogni degli uomini. Ma presto Orkhan si rende conto che la realtà è ben diversa: sono i prìncipi a essere prigionieri di un edificio totalmente dominato e manovrato dalle donne. Nell’indolenza della vita di corte fiorisce un mondo popolato di eunuchi, servitori muti, nani creati ad artificio attraverso scatole che impediscono la crescita, concubine che si ungono le cosce di droghe ammalianti, giraffe omosessuali, damigelle avvelenate, djinn e altri spiriti dispettosi. Un mondo rigidamente controllato dalle adepte del Cuscino da Preghiera di Carne, una setta che si propone di portare l’uomo a incontrare la Divinità tramite una esperienza sessuale davvero speciale. A prezzo, però, del sacrificio della vita.
Un romanzo imprevedibile, che in un crescendo di erotismo mescola seduzione, racconto e magia, fino a sprofondare il lettore nei più mortali e scintillanti abissi del Piacere.

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