Questo sito contribuisce alla audience di

L'ALLIEVO di Daniel Zimmermann

1966: David Kupfermann e’ un insegnante di sostegno, all'occasione anche psicologo scolastico, che nutre ambizioni da romanziere e scrittore di saggi sul karate e sul disadattamento scolastico. La domenica assolve la sua militanza nel partito vendendo giornali democratici con la speranza che, prima o poi, tutti i proletari di Savirgny-sur-Orge, alla periferia di Parigi, voteranno comunista. Sta preparando dei test per le prove di ammissione nelle rare e ambite classi di recupero della scuola elementare francese. Recensione di Claudio Chianella

Meridiano zero - 13,00 Euro - tr. F. Alba (distr. PDE)

www.treccani.it, 3.7.07

Scuola e recupero dei diversamente abili

1966: David Kupfermann e’ un insegnante di sostegno, all’occasione anche psicologo scolastico, che nutre ambizioni da romanziere e scrittore di saggi sul karate e sul disadattamento scolastico. La domenica assolve la sua militanza nel partito vendendo giornali democratici con la speranza che, prima o poi, tutti i proletari di Savirgny-sur-Orge, alla periferia di Parigi, voteranno comunista. Sta preparando dei test per le prove di ammissione nelle rare e ambite classi di recupero della scuola elementare francese. Ovviamente le richieste sono ben superiori ai posti disponibili, pertanto “anche escludendo i minori di nove anni e i maggiori di dodici, rifiutando i quozienti intellettivi non compresi tra 50 e 75, cioe’ i ritardati gravi e quelli che non lo sono abbastanza, eliminando i semplici dislessici, i caratteriali, i non francofoni, i minorati fisici e psichici, e infine le femmine - nel 1966 alle elementari non sono previste classi miste -, c’e’ ancora l’imbarazzo della scelta”. Svolge seriamente il suo lavoro pur con l’amara consapevolezza che i ‘deficienti’ che sta selezionando lasceranno un giorno la scuola, per raggiunti limiti d’eta’, per il mondo della sicura disoccupazione.

Tra gli aspiranti al titolo di ritardato per la ‘classe dei senza cervello’ c’e’ Patrick Leguern, un ragazzo disadattato con gravi disagi familiari che attira subito l’attenzione e l’interesse del maestro David. Ma c’e’ un problema: il ragazzo non rivela ai test un quoziente intellettivo sotto la media; per ammetterlo alla classe di recupero e quindi iniziare un’adeguata terapia educativa il maestro dovra’ quindi falsificare la documentazione delle prove di ammissione.

Inizia cosi’ la storia narrata nel romanzo “L’allievo” di Daniel Zimmermann - scrittore francese morto nel 2000, ex insegnante per bambini disadattati - un affresco a tinte forti, crude, a tratti violente, che ripercorre l’avventurosa (de)formazione di un ragazzo con forti disturbi del comportamento fino alla tarda adolescenza, tra follie individuali e vani approcci psicopedagogici delle strutture assistenziali scolastiche e sociali, sullo sfondo di un morboso rapporto edipidico che coinvolge, tra realta’ e immaginazione, il giovane, la madre, il padre, il maestro. Cio’ che emerge e’ la dolorosa constatazione del fallimento dei metodi pedagogico-didattici (utilizzati da psicoterapeuti e rieducatori ‘allo sbando’) per il recupero dei diversamente abili - l’arco temporale descritto nel romanzo copre il decennio successivo al 1966. A poco servono le sperimentazioni messe in atto con sincera passione dal maestro David per insegnare a leggere al suo allievo preferito: “il metodo naturale e l’artificiale, il sintetico, il misto, la didattica fono-mimica e quella gestuale, tutto, meno i calci in culo, e solamente perche’ non servono a niente”. Cosi’ come e’ impossibile trovare punizioni adatte che non abbiano controindicazioni per frenare le violenti espressioni di aggressivita’ di Patrick verso i compagni, ormai considerato un idiota pericoloso o, in termini piu’ formali, un elemento intellettualmente carente e con problemi comportamentali.

Quando ormai tutti gli sforzi appaiono vani, il maestro trova quasi per caso una nuova psicoterapia: il karate. L’insegnamento di questa disciplina marziale sembra produrre un’autentica rivoluzione nel clima della classe di recupero: gli alunni - le ’scimmiette’ - sembrano finalmente ’sbloccati’, rispettano le regole e la disciplina, condividono la gestione cooperativa delle attivita’ in aula. Ma l’idillio e’ solo temporaneo. Il maestro continua i suoi studi nel settore della pedagogia e intraprende la carriera accademica mentre Patrick, ormai adolescente, entra in una comunita’ di recupero e gli eventi prendono una piega assai piu’ scivolosa e inquietante, ricca di colpi di scena.

Claudio Chianella

Link correlati