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Torna la tradizione del fantastico

Grazie alla nuova collana i Faggi, di Marco Valerio Editore, torna la grande letteratura del fantastico. I Faggi, antichi patriarchi della montagna, simbolo della saggezza dei nostri avi, di quel mondo rurale alpino cementato dalla solidarietà collettiva. Sono i faggi, gli alberi delle radici dell'Europa.

Opere scelte di autori consolidati, che già hanno pubblicato, e che possono essere ricondotte al tema comune della tradizione, del territorio, del tempo. Le prossime pubblicazioni in programma, dal mese di Novembre, sono Il quadro di Cheglio di Laura Tirelli e per Vilma Ramella L’ospizio degli ultimi giorni e La mancata cangura, pubblicazione postuma.

Laura Tirelli
Il quadro di Cheglio
Un romanzo storico ambientato a Taino nella prima metà del Settecento.
Il ritrovamento di una pala d’altare, attribuita al Cerano offre alla scrittrice il pretesto per ricostruire un giallo d’epoca, intersecando abilmente documenti storici e persino dialoghi tratti da scritti originali, con la fantasia narrativa. Chi ha ucciso l’ufficiale francese le cui sembianze sono state riprodotte nella Decollazione di San Giovanni Battista? Un percorso intrigante, che avvince il lettore mentre sapientemente lo cala nell’atmosfera del tempo, circondandolo di personaggi realmente vissuti e che dalla magia dell’autrice riprendono vita.

Vilma Ramella
L’ospizio degli ultimi giorni
A un anno di distanza dalla tragica scomparsa, torna in una nuova elegante edizione il libro che ha fatto scoprire le attitudini narrative della scrittrice torinese Vilma Ramella. Dall’Ospizio di Santa Casghia, il paese più bello del mondo, dove Dio ha costruito un pensionato, per ritirarsi quando sarà un poco più vecchio, gli anziani ammalati, smemori e abbandonati dalle famiglie guardano verso il Monte dl’Incant, dove da giovani andavano a pascolare le greggi. Con lieve ironia, con le antiche parole del dialetto biellese fioriscono i ricordi dei personaggi inventati, ma così legati alle storie veje da sembrare veri.

Vilma Ramella
La mancata cangura
La riscoperta postuma di un autentico capolavoro della scrittrice torinese. E’ ancora il paese immaginario di Santa Casghia, nel quale aveva ambientati i racconti fantastici dell’Ospizio degli ultimi giorni ad ospitare questo romanzo della memoria, un viaggio di immagini e trasognate visioni tra il Veneto e il Biellese. La Mancata Cangura, giunta al confine della consapevolezza, ripercorre come donna e madre il percorso di una vita. Una storia al femminile, di uomini, di genti e di valori.