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Autori Imprevedibili fra fantastico e reale

Fa sempre una certa impressione pensare, tanto per fare un paio di esempi, che si deve alla stessa penna di Jules Verne sia il romanzo storico d’avventura “Michele Strogoff” quanto il padre di tutti i romanzi di fantascienza “Ventimila leghe sotto i mari”, così come si deve al genio di Robert Louis Stevenson non solo il capostipite di tutti i noir “La strana storia del Dottor Jekyll e Mister Hyde” ma anche il più innocuo romanzo per ragazzi “L’isola del tesoro”. Per non parlare di Mario Puzo che è stato autore sia del celebre romanzo “Il Padrino” che di entrambe le sceneggiature di “Superman”. Così allo stesso modo vale la pena riflettere sul fatto che l’autore de “Il Ponte sul fiume Kway”, storico documento della guerra in Birmania, sia lo stesso del capolavoro fantascientifico “Il Pianeta delle Scimmie”: il francese Pierre Francois Marie Louis Boulle.

Fantastico e Reale

Pierre François Marie Louis Boulle nasce nel 1912 ad Avignone, in Francia. Diplomato in Ingegneria Elettrica a Parigi, nel corso della seconda guerra mondiale prende parte a numerose missioni segrete in Cina e Indocina, che gli valgono due decorazioni al valor militare e l’ambitissima Legion d’Onore.

Il romanzo storico di guerra “Il ponte sul fiume Kway”, scritto nel 1952 trae le sue origini dagli anni di prigionia vissuti dall’autore in Malesia quando viene catturato dai Giapponesi e costretto ai lavori forzati fino al momento della sua fuga avventurosa, avvenuta nel 1944.

Benché questo sia sicuramente il suo capolavoro, assieme al suo seguito del 1966 “Alla fonte del fiume Kwai”, l’autore mai si sarebbe aspettato l’incredibile successo ottenuto da una delle sue opere minori, un romanzo di fantascienza del 1963, “Il pianeta delle scimmie”, scritto con le intenzioni, come fu per Verne, di mettere in discussione il valore assoluto della ricerca scientifica contrapposto all’assurda arroganza dell’essere umano che pensa di poter sempre tenere tutto sotto controllo.

Sullo stesso tema anche il racconto del 1966, “Il robot perfetto”, dove si narra di un robot perfetto costruito a immagine e somiglianza dell’uomo, ma innaturale, perché non dotato della capacità di sbagliare, e il saggio “Il buon leviatano”, che pure tratta del rapporto tra la tecnologia e il trascendente. Morto a Parigi nel 1994 l’autore lascia alle sue spalle ben due incredibili successi cinematografici tratti dalle sue opere che hanno fatto epoca, “Il ponte sul fiume Kwai” del 1957 e “Il pianeta delle scimmie” del 1968 con il suo sequel del 2001.

Dal romanzo “Il pianeta delle scimmie” hanno avuto ispirazione ben 5 film diversi, una produzione televisiva di 14 episodi e una serie di cartoni animati.

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