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Il pianeta delle scimmie: Il Film

Il pianeta delle scimmie è un film del 1968 tratto dall'omonimo romanzo di Pierre Boulle, con Charlton Eston, che ha fatto epoca. Il film ha fruttato un premio Oscar alla carriera per il truccatore Johm Chambers, che ha saputo trasformare credibilmente gli uomini in scimmie, due nomination per i migliori costumi e la migliore colonna sonora, e un ambito riconoscimento da parte della Library of Congress che ha ritenuto la pellicola degna di essere conservata per il suo alto valore culturale.

Complessivamente al romanzo di Pierre Boulle si sono ispirati ben 5 film, una serie televisiva di 14 episodi del 1974 e una serie animata del 1975. Successivamente a questa pellicola del 1968, ci sono stati quattro sequel e un remake. Nell’ordine: L’altra faccia del pianeta delle scimmie del 1969, 1999 Conquista della terra del 1971, Anno 2670 Ultimo Atto e il remake Il pianeta delle scimmie del 2001 a firma di Tim Burton. Nonostante il successo dei sequel e la sensazionale riuscita del remake, il film che più di tutti è rimasto nella memoria è il primo, l’originale, grazie anche alla splendida interpretazione di Charlton Eston e ai prodigi effettuati dal truccatore, che non a caso ha coronato con questa produzione la sua già brillante carriera.

Rispetto al soggetto originale ci sono alcune differenze, mentre nel romanzo, come è logico aspettarsi, l’eroe è di nazionalità francese (Ulysse Mérou) nel film il protagonista diventa americano. Nel film le scimmie parlano l’inglese, come gli umani, mentre nel romanzo la comunicazione era resa più difficile perchè il linguaggio delle scimmie era per gli uomini totalmente sconosciuto ed occorreva impararlo. Nel romanzo inoltre il pianeta sconosciuto non era esplicitamente la Terra, benchè ne conservasse intatte molte caratteristiche. Nel romanzo gli umani, tenuti come bestie in cattività, sono totalmente nudi mentre nel film, per ovvie ragioni, indossano abiti primitivi. Allo stesso modo è stata fatta regredire la società dei primati che nel romanzo era molto più avanzata e tecnologica di quella umana prima della catastrofe nucleare e nel film è stata riprodotta come una società primitiva e arretrata.

Tutto inizia con una navicella che precipita durante una missione spaziale. A bordo gli astronati viaggiano ibernati e si risvegliano, tutti tranne uno, durante il terribile impatto. Hanno appena il tempo di uscire dalla navicella che questa si inabissa in un lago. Si trovano su un pianeta sconosciuto e forse ostile, l’anno è il 3978. Nel tentativo di orientarsi i tre, Dodge, Taylor e Landon, incontrano un gruppo di uomini primitivi e subito dopo vengono coinvolti in una sorta di retata, dei gorilla a cavallo irrompono nel gruppo e catturano le loro prede. Dodge viene ucciso, Taylor è colpito alla gola e viene fatto prigioniero insieme a Landon. I prigionieri scortati in città scoprono un incredibile insediamento semicivilizzato di gorilla guerrieri e si rendono conto che gli altri esseri umani sono tenuti in stato di cattività, imprigionati come animali e tenuti dentro a gabbie e recinti. Ma la loro sorte non è migliore, Taylor, colpito alla gola, non può parlare né dimostrare quindi la sua diversità dagli altri umani. Landon invece, utilizzato per esperimenti scientifici, viene lobotomizzato, il Dottor Zaius, capo scienziato delle comunità delle scimmie, ha scoperto la sua capacità di parlare e ha provveduto a ridurlo in stato di impotenza come i suoi simili.

Nella società delle scimmie, dove i gorilla rivestono i ruoli politici militari e gli orango/scimpanzé si dedicano invece alla ricerca scientifica, da tempo si favoleggia di una società preesistente ormai scomparsa, attorno alla quale circolano voci inquietanti, subito messe a tacere dalla classe dirigente. Forse, una volta, i ruoli erano rovesciati, gli umani dominavano il mondo e le scimmie vivevano nelle gabbie.

E’ chiaro che una verità del genere potrebbe minare alla base l’attuale ordinamento sociale e politico. Occorre che nessuno lo venga a sapere e che soprattutto nessuno sospetti. Anche perché Zaius,che ha notato che anche Taylor è in grado di parlare anche se non riesce più a utilizzare le corde vocali e che, cosa ancora più pericolosa, sa anche scrivere, teme che questi umani “superiori” possano venire da qualche colonia superstite nel loro stesso pianeta. Se ci fossero davvero umani civilizzati ancora in grado di scrivere e parlare, infatti, il destino delle scimmie sarebbe segnato.

Mentre allora Cornelius e Zira, scienziati, cercano di studiare Taylor dopo che finalmente hanno compreso la sua diversità, Zaius si interroga su come può liberarsi della sua scomoda presenza e di quello che essa implica. Costretti a fuggire dalla persecuzione di Zaius, i tre finiscono per riparare nella famigerata zona proibita, che è un luogo vietato e maledetto dove le scimmie hanno terrore di addentrarsi. Lì i tre fuggiaschi ritrovano antichi reperti e manufatti della precedente civiltà, compresa una bambola dalle fattezze umane che, inesplicabilmente, se si preme un bottone … parla.

Questa è la prova inequivocabile che una volta, su quello stesso pianeta, le sorti fossero rovesciate. Gli umani erano i veri dominatori, fin quando la loro stessa avidità e gli sconsiderati azzardi tecnologici ne hanno sancito la fine. Giunto alla resa dei conti, Zaius confessa a Cornelius e a Zira la verità così come lui stesso l’ha intuita e lascia libero Taylor di eclissarsi con la sua compagna Nova, il vecchio genoma umano senziente e il nuovo regredito allo stadio di animale, che si allontanano insieme.

Sperando ancora di poter abbandonare quel pianeta maledetto dove i ruoli sono invertiti, Taylor ha un amaro risveglio quando scopre, in una scena che è rimasta negli annali del cinema, la Statua della Libertà semi seppellita nella sabbia. Comprende allora che quello è il pianeta Terra, dove la sua navicella è ricaduta dopo un ultimo viaggio alla velocità della luce.

L’uomo alla fine è riuscito nel suo intento, ha distrutto se stesso e la sua stessa civiltà. Una terribile catastrofe nucleare ha rivoluzionato il pianeta, raso al suolo ogni traccia della civiltà precedente e generato una nuova società dove le scimmie sono senzienti e gli umani regrediti al ruolo di animali.

C’è forse da meravigliarsi allora se le scimmie hanno preferito dimenticare che c’è stato un tempo in cui erano gli uomini a dominare e se Taylor nel travolgente finale si unisce a loro per maledire la razza umana? Un film forse datato, comunque indimenticabile, al quale nessuno dei sequel o dei remake successivi ha reso onore nè, tantomeno, fatto ombra.

Il Pianeta delle Scimmie: Il Film

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