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La distribuzione

Sembra un serpente che si arrotola su se stesso o, se preferite, un cane che si morde la coda. I ridicoli tassi di lettura generano un serio squilibrio del mercato librario che, a sua volta, si riflette sul gravoso problema della distribuzione.

Così come sul mercato editoriale librario prevalgono (o meglio sopravvivono) solo le grandi catene, allo stesso modo nella distribuzione si evidenzia una dipendenza dalle maggiori realtà, Messaggerie da sole smaltisce più del 60% del movimento. Per contro i lettori, i pochi che ci sono almeno, richiederebbero invece una maggiore specializzazione, con offerta di prodotti specifici e ben assortiti, catene di librerie capillari, moltiplicazione dei punti vendita. Non a caso all’estero, nei paesi anglosassoni dove in effetti si legge di più, i libri sono da tempo entrati nei supermercati, negli autogrill, nei sistemi dei distributori automatici, nei punti vendita presenti ovunque sul territorio presso stazioni, aeroporti, musei, chiese, il che fa aumentare sensibilmente il numero di copie vendute. Si tratta di paesi nei quali i libri vengono venduti ovunque, all’emporio, dal benzinaio, nelle hall di alberghi e campeggi. A prezzi competitivi perchè per ogni pubblicazione esce sempre, contemporaneamente, sia l’edizione rilegata che quella cartonata in versione economica.

In Italia, dove i libri sono apparsi timidamente nei supermercati e autogrill ma sempre limitatamente, è stato tentato di “svecchiare” il mercato con poche coraggiose iniziative che però, senza un adeguato sostegno, si sono presto arenate, come l’installazione di punti vendita in luoghi atipici ma mirati, come i reparti pediatrici degli ospedali o gli oratori parrocchiali. Ma, come era prevedibile, i costi eccessivi di gestione hanno presto soffocato iniziative che invece, se sviluppate, potrebbero generare un nuovo mercato, incoraggiare il lettore occasionale e incentivare il lettore d’impulso.

Contemporaneamente anche l’e-commerce, gli e-book e le nuove tecnologie di stampa digitale, hanno ridotto sensibilmente i costi di stampa e a inventare nuovi canali distribuitivi ma, se non si risolve l’oneroso problema a monte avremo sempre più case editrici costrette a chiudere e sempre più titoli che non raggiungeranno mai le librerie.