
Un libro divertente in cui vengono svelate le ricette delle golosissime torte e dei fantastici dolci (ma c’è anche qualcosa di salato) che Grandma Duck - questo è il nome originale della mitica nonna per eccellenza - poggiava sul davanzale della finestra affinché si raffreddassero, e a me sembrava che dal fumetto quell’inebriante profumino mi arrivasse veramente alle narici.
Ma anche un testo istruttivo, come è nello stile di “Topolino” e di tutte le pubblicazioni associate (una volta un correttore di bozze mi disse che non ce n’è come “Topolino” per imparare la grammatica… provar non nuoce).
Facendo appello a tutto il suo sapere, Nonna Papera ci accompagna in un cammino storico-ricettario, cominciando dalla notte dei tempi quando un’ape punse l’uomo scambiandolo, forse, per un fiordaliso; il nostro antenato infilò la mano nel cavo dell’albero dove l’insetto era entrato e, gettando le basi della pasticceria, scoprì il dolcissimo miele. Da lì arriviamo alla civiltà dei sumeri, a quella greca e a quella romana; poi un’avventurosa crociata fino a ritrovarci a scoprire il Nuovo Mondo e tutti i suoi prodotti che, altrimenti, non avremmo conosciuto. Quindi, tappa dopo tappa, arriviamo alla conquista dello spazio.
I testi, briosi e spassosi, sono a cura di Elisa Penna, mamma di Paperinik e madrina degli altri personaggi Disney.
Oggi questo libro è un pezzo per collezionisti; l’edizione che ho io, ad esempio, datata 1973 (regalatami quand’ero una bambina della mia preveggente madre) è un pezzo per collezionisti e la si può trovare usata solo su particolari siti.
Ho, però, scoperto che un “Manuale di Nonna Papera” è oggetto di book crossing e gira con un quadernetto allegato sul quale, prima di passarlo, ognuno scrive la sua ricettina.
Un pezzo di infanzia che ritorna, come dice una delle book-crossers. Infatti.

Loredana Limone









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