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L'importanza di chiamarsi... muffin

Il muffin è una specie di focaccina dolce da tè, definita anche tortina. Sicuramente è una piccola delizia.

Nel XVIII e nel XIX secolo, insieme con il pane tostato, era un must del breakfast inglese, da consumarsi seguendo la calma cadenza del tempo goduto.

Oscar Wilde, nella sua famosa commedia dal titolo “L’importanza di chiamarsi Ernesto“, li ha portati sulle tavole del palcoscenico e, tramite Algernon che è uno dei protagonisti, dà le guidelines su come gustarli:

“I can’t eat muffins in an agitated manner. The butter would probably get on my cuffs. One should always eat muffins quite calmly. It is the only way to eat them. When I am in trouble, eating is the only thing that consoles me. Indeed, when I am in really great trouble, as any one who knows me intimately will tell
you, I refuse everything except food and drink. At the present moment I am eating muffins because I am
unhappy. Besides, I am particularly fond of muffins.”

“Io non posso mangiare muffins in modo agitato. Probabilmente mi finirebbe il burro sui polsini. I muffins vanno mangiati con calma. E’ l’unico modo di gustarli. Quando mi trovo nei guai,  mangiare è la sola cosa che mi consola. Anzi: quando il guaio in cui mi trovo è veramente grosso, chiunque mi conosca
intimamente potrà dirti che rifiuto tutto ad eccezione del cibo e delle bevande. In questo momento, per esempio, se mangio muffins è perché sono molto infelice. A parte il fatto che ne vado matto.”

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