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Dai forni italiani alla California con passione e gusto

Negli USA è stato pubblicato un libro sul pane italiano scritto da una giornalista di San Francisco.

Carol Field, appassionata dell’ Italia (è già autrice di “The Hill Towns of Italy”) e, naturalmente, del pane, ha girato la penisola in lungo e in largo per circa due anni al fine di studiare le tradizioni della panificazione nostrana, le specialità delle varie regioni e la storia che esse racchiudono.

Una volta di ritorno a casa, ha messo in pratica la sua esperienza riproducendo le nostre ricette in una cucina americana ed ha poi trasferito il tutto in “The Italian Baker” (HarperCollins Publishers), sottotitolo “The classic taste of the Italian countryside”, con il quale ha divulgato i fragranti frutti dei forni italiani.

Il libro, assolutamente completo, inizia col raccontare una particolareggiata storia del pane sin dalle origini che risalgono agli antichi greci. Dai loro grandi fornai (producevano più di cinquanta tipi di pane), impararono il mestiere i romani che, fino al 170 a.C., erano usi nutrisi di puls, un’antenata della polenta.

L’autrice, profonda osservatrice (scusate la rima), evidenzia che, essendo il pane così parte della vita di ogni italiano, noi lo usiamo quotidianamente come metafora nei nostri detti e proverbi.
A parte quelli comunissimi, ne menziona diversi che, sinceramente, non conoscevo; ad esempio: “distinguere pane dai sassi”, “uscire di pane duro”, “chirurgo come il pane, medico come il vino”, per citarne solo tre.

Inoltre (ci avreste mai pensato?), fa notare che anche il nome della prestigiossima associazione per il mantenimento della purezza della lingua di Dante fa riferimento al pane nel suo nome - Accademia della Crusca - ed ha come logo un setaccio da farina agricolo.

Frutto di un encomiabile e scrupoloso lavoro, “The Italian Baker” è ricco di ricette ed istruzioni, dettagli tecnici ed aneddoti, illustrazioni esplicative e note anche relative a pizze, focacce, grissini, torte, biscotti, crostate: rappresenta, dunque, un manuale utilissimo pure per noi italiani.

Personalmente sono molto grata all’autrice per quest’opera.
Thank you very much, Carol!

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